Esteri

Yemen: morto durante raid gionalista americano rapito da Al Qaeda

 San’a’. Il giornalista americano, Luke Somers, rapito nello Yemen da Al Qaeda, è morto durante un raid nel tentativo di liberarlo.

Era ostaggio da oltre un anno, il 33enne, detenuto nella provincia meridionale di Shabwa. I terroristi gli hanno sparato nel momento in cui si sono resi conto che era in atto un’operazione per liberarlo dal sequestro. All’arrivo delle forze speciali statunitensi, l’uomo era in gravi condizioni ed è morto prima di raggiungere l’elicottero che lo avrebbe condotto all’unità navale, dove era atteso.

Ha perso la vita, durante il raid, anche un cittadino sudafricano, Pierre Korkie. Sarebbe stata proprio l’organizzazione uminitaria per cui l’uomo lavorava a diffondere la notizia di entrambe le morti. L’informazione è stata confermata dal segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, precisando che il raid per tentare la sua liberazione è stato ordinato dal presidente americano Barack Obama “in presenza di elementi determinanti sull’esistenza di un pericolo imminente per la vita di Somers”.

Lo scorso giovedì i terroristi di Al Qaeda avevano lanciato un ultimatum al presidente americano, dandogli 3 giorni per soddisfare le loro richieste altrimenti il giornalista sarebbe morto. “La mia vita è in pericolo, aiutatemi”, aveva detto Somers nel video pubblicato dall’Aqap. Nell’attacco sarebbero morti anche 10 sospetti membri dell’organizzazione terroristica.

Inutile l’appello della madre dello statunitense: “Abbiamo notato che avete avuto buona cura di Luke e lui sembra essere in buona salute. Vi ringraziamo per questo. Mostrate pietà: per favore, permetteteci di vederlo ancora. È tutto ciò che abbiamo”. Il fratello: “È solo un fotoreporter, non è responsabile per nessuna delle azioni intraprese dal governo Usa”.

La famiglia dell’ostaggio non era al corrente dei tentativi di liberarlo. Un’operazione era già avvenuta lo scorso 25 novembre ma era fallita. I Navy Seal, assieme a unità speciali yemenite, avevano fatto irruzione nella grotta non lontano dal confine saudita, dove erano detenuti diversi ostaggi. In uno scontro a fuoco hanno ucciso almeno sette carcerieri di Al Qaeda, e liberato otto ostaggi: sei yemeniti, un saudita e un etiope. Somers però non era lì, era già stato spostato dai rapitori un paio di giorni prima assieme ad altri ostaggi, tra cui un britannico e un sudafricano.

Secondo un’indagine condotta dal New York Times, sembrerebbe che tramite i sequestri di persona, i terroristi di Al Qaeda abbiamo guadagnato oltre125 milioni di dollari.

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