Caserta

Commissione speciale per la mobilità: i motivi dei ‘No’ di Speranza

 Caserta. Come movimento politico siamo sempre propensi a non sfuggire al confronto ed alla discussione, ed a mettere ciò di cui disponiamo (passione, idee, e qualche competenza) al servizio della città.

Con dispiacere, però, stavolta Speranza per Caserta ha deciso di non partecipare né di indicare rappresentanti alla inutile “Commissione speciale per la mobilità cittadina”, istituita a seguito del dibattito consiliare del 26 novembre 2014, in cui è stato deciso di “convalidare” l’ordinanza del Sindaco con la quale inopinatamente si era deciso di aprire il Corso Trieste alle auto per l’intera settimana, con la conferma della Ztl nei soli weekend. Tanti i motivi che, messi uno accanto all’altro, ci hanno persuasi a fare così.

Tale Commissione appare un doppione della già esistente (terza) commissione consiliare, e con competenze ed attribuzioni del tutto vaghe e imprecisate. Ricordiamo infatti che già la suddetta commissione consiliare, prevista dai regolamenti comunali, e che si riunisce regolarmente, non solo è rappresentativa dell’intero consiglio comunale, ma può anche acquisire pareri e consulenze di altri soggetti attivi e competenti.

Un organismo del quale ben pochi hanno capito dove inizino e dove finiscano le competenze, come comprovato da molti commenti di chi è stato alla prima riunione di martedì scorso. Inoltre, siamo ancora scioccati e mortificati dall’intervento monocratico del primo cittadino, che mentre la discussione era aperta è intervenuto a gamba tesa con un provvedimento, la citata ordinanza, che va nel senso contrario di quella che sembrerebbe essere l’emergenza del momento, ossia le polveri sottili oltre i limiti di legge.

Chi si ostina ad avocare a sé l’assessorato alla mobilità, lo fa spesso esprimendo tesi fantasiose, quali quella che il traffico su una strada (e quindi l’inquinamento) si ridurrebbe aprendo al traffico una seconda strada, completamente scollegata dalla prima (parliamo, ovviamente, di corso Trieste e di corso Giannone).

Lo stesso sindaco, poi, ha omesso e omette di nominare la figura del Mobility Manager, previsto dal D.M. “Ronchi” del 1998, e che potrebbe, anche a costo zero, prendere le redini della programmazione della mobilità cittadina. Speranza ha già presentato varie mozioni ed interrogazioni sulla materia, rimaste per lo più parole al vento e carte nei cassetti, mentre Caserta resta senza alcuna chiara visione politica dello sviluppo della città, aspetto molto preoccupante alla vigilia della (più volte procrastinata) pubblicazione del preliminare di Piano Urbanistico.

E per questo il movimento continuerà a lavorare a contatto con le associazioni e con i cittadini, che proprio ultimamente stanno facendo sentire la propria voce anche attraverso petizioni online e dibattiti vivaci e aperti al contributo di chi ha interesse a migliorare la vivibilità di una città e di una provincia, ancorata inesorabilmente agli ultimi posti nelle classifiche nazionali pubblicate dagli organi di stampa proprio in questi giorni.

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