Casaluce

Consiglio, l’opposizione: “Il sindaco limita la partecipazione”

Casaluce – Si è svolto in un’Aula consiliare praticamente deserta l’ultimo Consiglio comunale dell’anno convocato dal sindaco Nazzaro Pagano. Erano presenti per la maggioranza tutti i consiglieri, tranne Armando Marino, mentre a rappresentare la minoranza i consiglieri Carolina Biavasco e Federica Altruda; assenti invece il capogruppo Francesco Luongo, bloccato dall’influenza, e i consiglieri Pasquale Bruno e Domenica Zenna.

All’ordine del giorno c’erano da approvare una serie di debiti fuori bilancio, “gli ennesimi di una lunga ed infinita serie – fanno sapere gli esponenti di ‘Vivi Casaluce’ che rincarano la dose – dall’inizio della nuova consiliatura ed in particolare negli ultimi tre Consigli ne sono stati approvati ben 26 e questa, la dice lunga su come questa amministrazione stia ben operando per mantenere fede agli impegni presi con gli elettori in campagna elettorale e riportati nero su bianco nel programma amministrativo. Questa non è come si continua a riempire la bocca qualcuno una amministrazione del fare, questa, è l’amministrazione per eccellenza dei debiti fuori bilancio”.

Ma a far irritare l’opposizione non è tanto questo aspetto seppur rilevante ma le modalità e gli orari con cui spesso e volentieri da un po’ di tempo a questa parte vengono convocati i Consigli che, a loro dire, sono rispettivamente, poco trasparenti e inadeguati ai fini di una più ampia partecipazione popolare. Inoltre, ribadiscono il fatto di essere continuamente ostacolati e non messi in condizioni di svolgere al meglio il loro ruolo.

“Non c’è niente da fare, siamo di nuovo alle solite, purtroppo, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire – tuona la minoranza che aggiunge – ancora una volta ci si inventa di tutto pur di limitare ai cittadini il diritto sacrosanto sancito dalla legge e dai regolamenti di poter partecipare ai Consigli comunali”.

“Ancora una volta, l’ennesima – sottolinea la minoranza – il Consiglio comunale viene convocato in un orario dove la stragrande maggioranza delle persone è impossibilitata a partecipare. Questa volta – spiegano – il Primo cittadino nonché presidente del Consiglio comunale ha deciso di convocare l’Assemblea alle ore 13.00, in un orario, dove la maggior parte dei cittadini, sicuramente, o sta pranzando o sta lavorando e questo, in totale inosservanza di quanto riportato all’art. 38 comma 7. del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali (Tuel), che recita: ‘Le sedute del consiglio e delle commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento e, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, si tengono preferibilmente in un arco temporale non coincidente con l’orario di lavoro dei partecipanti’”.

“Inoltre – continuano i Consiglieri di opposizione – sempre per ‘agevolare’ la partecipazione dei cittadini, l’avviso di convocazione è stato pubblicato solo sull’Albo Pretorio mentre in paese, a differenza di altre volte, non è stato affisso nessun manifesto e questo, in totale disprezzo ed inosservanza di quanto riportato all’art. 23, comma 2. dello Statuto. Sta di fatto che ieri – fanno notare – a causa di tutto ciò, nessun cittadino era presente, in pratica, l’Aula era completamente deserta. Avremmo potuto fare anche noi lo stesso ma nonostante tutto, nonostante il Primo cittadino continui a fare orecchie da mercante, per senso di responsabilità, abbiamo deciso lo stesso di partecipare”.

“Ribadiamo altresì, il fatto di essere continuamente ostacolati e non messi in condizioni di svolgere al meglio il nostro ruolo, infatti – fanno sapere – anche questa volta, nel chiedere copia degli atti relativi agli argomenti messi all’ordine del giorno, ci sono state negate le copie dei Verbali delle sedute precedenti, adducendo il fatto che queste, erano pubblicate on line sul sito istituzionale del Comune ma purtroppo ciò non era vero in quanto, dopo una accurata verifica, abbiamo constatato che sul predetto sito non c’era e non c’è tutt’ora neanche l’ombra di questi verbali. Detta dichiarazione, comunque, è stata confermata, scritta e firmata da un dipendente e messa a verbale nel corso della seduta di Consiglio comunale”.

“Insomma – conclude la minoranza – oramai si è capito fin troppo bene che il Sindaco Pagano sta facendo di tutto per escludere i cittadini dalla partecipazione democratica, come se il Consiglio comunale fosse un qualcosa di esclusiva pertinenza sua, del Segretario comunale e dei Consiglieri. D’altronde, è risaputo, il popolo, meno sa e meglio è!”.

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