Campania

”L’Oro di Scampia”, la storia di Giovanni Maddaloni

 Napoli. Uno squarcio di sole che si fa largo tra le nuvole delle negatività e del pregiudizio. Per contrapporre al degrado e alla violenza l’esempio promosso da un luogo di aggregazione nel nome dello sport. E del riscatto sociale.

Lo scenario tratteggiato dalle pagine appassionate de “L’Oro di Scampia”, il libro autobiografico scritto da Giovanni Maddaloni, in collaborazione con Marco Caiazzo, narra le incredibili storie di vita e le attività che ruotano intorno alla palestra di judo gestita dal “Maestro”, che offre corsi gratuiti a tutti i ragazzi disagiati del quartiere delle Vele.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il segretario generale, Roberto Fabbricini, hanno voluto onorare l’appuntamento, ospitato al Salone d’Onore, alla presenza – tra gli altri – del presidente della Fijlkam, Domenico Falcone, e della signora Marina, vedova dello storico numero uno federale Matteo Pellicone, scomparso lo scorso anno, dopo 32 anni di presidenza. Il breve dibattito, animato da due filmati molto suggestivi, è stato moderato dal direttore di Rai Sport, Carlo Paris, con la partecipazione del figlio dell’autore, Giuseppe Maddaloni, olimpionico a Sydney 2000, di Vincenzo D’Onofrio, della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, e di monsignor Andrea Celli, direttore dell’Ufficio Giuridico del Vicariato di Roma.

Malagò, che aveva effettuato una tra le prime uscite pubbliche da Presidente del Coni proprio nella palestra di Scampia, ha voluto indirizzare il suo sincero incoraggiamento a Maddaloni, per rinnovare l’appassionato impegno quotidiano a favore di questa nobile causa che fa dello sport un vero e proprio stile di vita: “Maddaloni è un esempio più unico che raro di una persona che, da un avamposto contro il degrado e l’illegalità, ha avuto il dono di avere un figlio che ha vinto la medaglia d’oro olimpica. Il coronamento di un percorso. Giovanni è un gigante, sa quanto gli sono vicino e sono contento che attraverso questo libro possa raccontare a una vasta platea tutte quelle storie che hanno caratterizzato la sua attività in questi anni. Con lui incontreremo Matteo Renzi qualche minuto prima dei Collari d’Oro, il Presidente del Consiglio lo ha chiesto espressamente perché ha capito che parliamo di un personaggio che merita questa attenzione per niente scontata”.

Malagò ha anche consegnato la stella di bronzo al merito sportivo a Pietro Mazzo, intervenuto nell’occasione in qualità di amico personale di Maddaloni. Lui, il maestro, ringrazia affettuosamente. “In questo libro ci sono i miei sogni, le mie sofferenze, le mie vittorie sociali e sportive. Devo ringraziare il presidente Malagò, una brava persona che mi ha aiutato. Gli ho parlato del mio progetto della Cittadella dello Sport di Scampia. E’ il mio sogno e Dio esiste si farà. Quello che stiamo vivendo è un momento in cui le brave persone stanno prendendo il sopravvento. L’ho capito dall’elezione di Papa Francesco, un umile che ha fatto riavvicinare tanti cristiani che si stavano allontanando dalla fede”.

L’autore però ricorda a tutti che: “Bisogna stare uniti perché se vogliamo migliorare lo sport è necessario tagliare i rami secchi e buttare giù le zavorre che non ci fanno decollare”. Il figlio Pino invece argomenta con sincerità: “A mio padre hanno sempre detto che era un pazzo. Politici locali, amici non lo hanno mai preso sul serio invece ora ci troviamo qui al Coni. Spero che la sua cittadella dello sport diventi una realtà per fare in modo che possa aiutare tanti ragazzi a prendere la strada giusta”.

Presente in sala anche l’ex sindaco di Napoli ed ex presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino: “Il libro di Maddaloni è un esempio straordinario di crescita civile e culturale dello sport dalla parte della legalità. Il messaggio che manda è straordinario. Esperienze come quella di Maddaloni a Scampia dovrebbero essere proposte anche in altre parti d’Italia”.

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