Sant’Arpino

Nuovo Psi, il 22 novembre si elegge il nuovo direttivo

 Sant’Arpino. Riunione organizzativa del Nuovo Psi di Sant’Arpino quella svoltasi, il 7 novembre, per il rilancio del partito nella città e per coordinare ed ufficializzare la campagna di tesseramento del partito in previsione de congresso cittadino della sezione.

Erano presenti il segretario provinciale, Marco Ricci, il vicesegretario provinciale e commissario pro tempore della sezione “Bettino Craxi”, Francesco Brancaccio, l’assessore del comune di Sant’Arpino con delega ad Ambiente e Politiche sociali, Manuela Cinquegrana (nella foto con Ricci), l’assessore all’Unione dei comuni e delegato ai Lavori pubblici e Urbanistica, Maurizio Di Serio, i dirigenti di partito, Alessandro Sala, Luigi Guida e Vincenzo Monterosso in rappresentanza del “Gruppo Autonomo per Sant’Arpino”.

“Ripartiamo più forti e più uniti di prima. – fa sapere il commissario Brancaccio – La nostra visione politica è dettata da un netto cambio di passo del modo di fare politica perché ce lo chiede l’opinione pubblica e perché è il solo modo di acquistare credibilità, soprattutto dopo il periodo di stallo e di una gestione personalistica del partito sul territorio ad opera di alcuni personaggi che stavano traghettando il nostro partito nell’agro atellano verso il peggior ‘qualunquismo politico’ rinnegando intenzionalmente l’aspetto politico del vivere associato. È necessario sperimentare nuove modalità di compartecipazione; è necessario dare la possibilità anche a chi non è iscritto al partito di conoscere il nostro lavoro. Per questo sarà importante curare con attenzione i rapporti con la segreteria provinciale. Ci sono persone, gruppi e associazioni attivi su temi specifici a cui il nostro partito deve dare accoglienza, come abbiamo fatto con il Gruppo Autonomo per Sant’Arpino, per avviare un processo di elaborazione più largo che trovi casa nei circoli e nel coordinamento cittadino”.

“Le assemblee cittadine – prosegue Brancaccio – dovranno restare aperte a tutti coloro che desiderano intervenire: perché la partecipazione è preziosa, non solo per il nostro Partito, ma per la Comunità tutta. Il partito che vogliamo è ospitale e trasparente, aperto a tutte le persone che vivono e si muovono nella città. Un partito aperto per una città aperta. Le sfide che ci attendono nei prossimi anni, primo fra tutti l’appuntamento con le elezioni regionali, richiedono impegno, concretezza, continuità, intelligenza, organizzazione e passione. Vogliamo realizzare il progetto per cui il nostro partito è nato, ossia essere lo strumento per organizzare la partecipazione democratica e costruire la buona politica nel nostro comune ed in tutta l’area atellana. Una sfida, questa, che intendiamo raccogliere, consapevoli della nostra responsabilità collettiva. Abbiamo molto lavoro da fare e lo faremo insieme sempre più uniti”.

Durante la riunione il segretario Marco Ricci ha elogiato l’operato di Brancaccio e del neo gruppo dirigente locale ma soprattutto degli amministratori impegnati che cercano di creare una vera osmosi tra istituzione e comunità: “Siamo convinti – ha detto Ricci – che si debba spostare il baricentro del nostro agire politico dalle istituzioni alla società dove c’è la politica reale: i bisogni, le domande, gli interessi, i conflitti. Si tratta di promuovere nei territori un confronto aperto fra le conoscenze parziali detenute dalla moltitudine degli individui, in modo da favorire l’innovazione e consentire la decisione pubblica da sottoporre a un continua verifica degli esiti,sfruttando le grandi potenzialità della Rete. Né i corpi intermedi, rappresentanti di interessi economici e sociali pur fondamentali, né la Rete, piattaforma potente di partecipazione, possono sostituire i partiti come interfaccia fra società e governo della cosa pubblica”.

Per Ricci serve, dunque, un ‘partito laboratorio’ che, attraverso un forte radicamento territoriale e animato dalla partecipazione e dal volontariato, sia capace di promuovere un confronto sociale aperto e regolato per arrivare ad individuare priorità e grandi scelte, soluzioni operative e ragionevoli da rappresentare a chi governa. “Un processo di questo tipo, di democrazia deliberativa, – ha proseguito il segretario provinciale – è certamente di radicale trasformazione nel modo di fare politica. Siamo un partito riformista perché ci richiamiamo ad una tradizione politica e amministrativa popolare che ha saputo in questa nostra terra indicare lo sviluppo futuro. Essere riformisti vuol dire in buona sostanza avere la capacità di anticipare prima che i problemi siano lasciati irrisolti a marcire.Oggitutti si proclamano riformisti e territoriali, ma non tutti i riformismi sono uguali perciò bisogna dire da che parte si sta. Noi pensiamo che il riformismo liberista, quello del ‘meno Stato e più mercato’ e della sola competitività e produttività, pur portatore di valenze positive, dia solo risposte di tutela di limitati interessi sociali. Occorre mettere insieme competitività e solidarietà, che è parte integrante dei valori più profondi della nostra terra, dando voce alla dimensione valoriale della comunità”.

La riunione si è conclusa individuando in sabato 22 novembre il giorno della convention cittadina del partito nel corso della quale verranno eletti i nuovi organi dirigenziali della sezione del partito.

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