Italia

M5S: si vota per espulsione Artini e Pinna, polemiche nel partito

 Roma. Periodo di scontri e polemiche per il Movimento 5 Stelle, che vede tensioni e scissioni tra gli stessi membri del partito.

A finire nel mirino degli accusati, due deputati: Massimo Artini e Paola Pinna, sottoposti a voto di rete, che determinerà l’espulsione immediata o la rimanenza nel partito. Si potrà votare fino alle 19 di giovedì pomeriggio e sarà la volontà dei cittadini a determinare il destino dei due parlamentari, accusati di non aver restituito parte della diaria e delle eccedenze dello stipendio.

Lo staff di Grillo e Casaleggio avrebbe più volte sollecitato i due deputati al pagamento, sottolinenado per Artini la mancanza di 7mila euro. “Nonostante i solleciti del capogruppo e dello staff ad attenersi alle regole- si legge in una nota -come potete verificare, il cittadino deputato Artini continua a non utilizzare il portale online per le rendicontazioni e quindi a non restituire i rimborsi spese.”

Stessa accusa anche per Pinna: “E’ inaccettabile che la cittadina deputata non faccia bonifici sul fondo per il microcredito da quasi un anno al contrario di tutti gli altri parlamentari che hanno restituito una media di 50mila euro a testa”.

Gli accusati però non ci stanno e mettono in mostra gli screenshot dei bonifici su Facebook. La Pinna avrebbe non solo postato la foto del pagamento ma accanto avrebbe scritto: “Io le regole le ho sempre rispettate, i soldi li ho restituiti come previsto. Sono loro che le stanno violando visto che sulla procedura di espulsione non stanno passando per l’assemblea come previsto da Statuto M5S”.

Vari i commenti alla decisione di espulsione. “Non ne posso più di sentir parlare di espulsioni. In questo post ci sono scritte un mucchio di cazzate. Massimo e Paola NON devono uscire”, ha scritto la deputata Gessica Rostellato. Laura Castelli, al contrario, ha dichiarato: “Sono solo mele marce”.

Intanto, sarebbero in corso polemiche anche con Walter Rizzetto, che avrebbe criticato la linea politica del movimento, considerandola colpevole della diminuzione dei consensi delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria.

Nel frattempo, altri due deputati avrebbero trasgredito la regola di Grillo di non presentarsi in programmi televisivi, prendendo parte ad un talk show.

Scambio di accuse anche tra il leader del movimento e il primo cittadino Federico Pizzarotti, sulla questione dell’inceneritore di Parma. In seguito ai risultati delle elezioni regionali, Grillo avrebbe pubblicato sul blog una lettera del 2013 dell’ambientalista Walter Ganapini, in cui si critica la battaglia sull’inceneritore che sarebbe stata abbandonata troppo presto.

Accuse a cui il sindaco ha risposto poco dopo su Facebook: “Si attaccano le persone nascondendosi dietro la tastiera, senza fare autocritica quando la necessità è reale, vedi le elezioni Regionali. La lettera pubblicata è di oltre un anno fa, perché proprio oggi? Almeno si poteva evitare la figuraccia di scrivere che non c’è stata l’estensione del porta a porta, dal momento che è esteso in tutta Parma: oggi siamo al 70% (presto lo supereremo), l’inceneritore è fermo a metà regime perché non ha rifiuti da bruciare, e grazie anche a questo, ma non solo, siamo entrati tra i Comuni Virtuosi italiani, primi in Italia per una città di medie dimensioni”.

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