Italia

La gentilezza: virtù di tutti, almeno per un giorno all’anno

 Roma. “Le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma la loro eco è eterna.” è una frase espressa da Madre Teresa di Calcutta, celebre suora albanese beatificata da Papa Giovanni Paolo II, che riesce bene a spiegare il potere che la gentilezza può esercitare sulle persone.

Ad una virtù storica, oggetto di ispirazione per tutto il mondo culturale, tanto che già il poeta duecentesco Guido Guinizzelli declamava “Al cor gentile reimpara sempre amore” e il celeberrimo Dante di Beatrice diceva “Tanto gentile e tanto onesta pare”, è stata addirittura dedicata un’intera giornata, il 13 novembre di ogni anno. Ventiquattro ore per festeggiare una qualità che dovrebbe essere continuamente presente nelle nostre vite. Essere gentili è terapeutico, a detta degli psicologi: le relazioni restano stabili e generalmente il nostro animo, come anche il resto del corpo, mostra una reazione positiva dopo che abbiamo compiuto un gesto gentile.

La gentilezza è alla base del rispetto reciproco, è condizione imprescindibile del tessere rapporti con un altro essere vivente. Riflettere su tale sentimento permette all’individuo di concedersi una valutazione sul suo proprio stato sociale: in famiglia, in una coppia, a scuola, sul posto di lavoro.

Essere gentili e mostrarsi positivamente ad un figlio può aiutare quest’ultimo ad aprirsi nei confronti di un genitore; tentare di riappacificarsi tralasciando altruisticamente l’orgoglio può molto spesso aiutare le giovani coppie dopo una lite; trattare affettuosamente un compagno di scuola permette ad uno studente di crearsi una rete di amicizie molto più grande rispetto ad una fondata su atti di bullismo e, quindi, sulla paura; parlare cordialmente e rispettosamente ad un collega, infine, può consentire ai due di lavorare serenamente e con molta più motivazione.

La gentilezza rifugge dalla violenza e si cela nei cuori nobili. È utile ricordare sempre che “occhio per occhio, dente per dente” porta ed esiti negativi quando c’è di mezzo un sentimento di odio, ma non è lo stesso se pensiamo a questo celebre proverbio nella prospettiva di un gesto cortese: gentilezza per gentilezza può portare solo verso una sensazione di pace e serenità.

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