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“Vivavoce”, De Gregori presenta nuovo album alla Feltrinelli

 In una sala convegni gremita fino all’inverosimile, all’interno de “La Feltrinelli” di piazza dei Martiri, Francesco De Gregori ha presentato il suo nuovo album “Vivavoce”, intrattenendosi cordialmente con tutti i suoi fans accorsi numerosi all’appuntamento.

E non c’erano solo persone attempate ma si sono notati numerosi giovani e giovanissimi emozionati quando sono riusciti ad avvicinarsi al loro idolo che non si è risparmiato di firmare autografi e scambiare qualche battuta. Nella tappa napoletana del suo giro di presentazione dell’album, si è fatto accompagnare da Nino D’Angelo e a quanti hanno storto il naso per questa “strana” accoppiata ha risposto che il suo amore viscerale per la musica napoletana ha radici antiche “da Roberto Murolo a Sergio Bruni fino a Pino Daniele e Nino D’Angelo”.

A porre le domande è intervenuto Federico Vacalebre, critico de Il Mattino ma, a farla da padrone è stato proprio Nino D’Angelo che con il suo linguaggio passionale e teatrale ha dato un po’ di colore alla chiacchierata che era scivolata su un terreno difficile quando si è cominciato a parlare di intellettuali e pseudo intellettuali cercando di individuarne i tratti identificativi. D’Angelo ci ha scherzato su (ma non troppo) dicendo di non essere mai riuscito ad incontrarne mentre De Gregori li ha definiti filosofi affermando che ce ne vorrebbero parecchi mentre ce ne sono pochi e, in ogni caso, anche i cantanti possono essere considerati degli intellettuali.

Nino D’Angelo, nel presentare De Gregori, lo ha definito un vero e proprio poeta ma si sa che Francesco non ha mai amato essere considerato tale ed ha, ancora una volta, rimarcato la sua appartenenza alla canzone d’autore, scusandosi con Nino D’Angelo per non essere d’accordo con lui. Ma quest’ultimo: “Tu puoi dire quello che vuoi ma per me vuoi o non vuoi, sei un poeta”.

E, forse, anzi togliendo il forse, non ha proprio tutti i torti. Parlando del suo nuovo lavoro ha chiarito di aver voluto rivisitare alcune delle sue più belle canzoni con nuove musicalità “così come le sento adesso. Ho chiesto a Ligabue di aggiungere la sua voce forte, cavernosa ad “Alice” per renderla più attuale mentre a Nicola Piovani di arrangiare a modo suo “La donna cannone” sicuro che l’avrebbe resa diversa dall’originale”. A chi gli contestava della mancanza di “Rimmel” nell’album, per molti (ed io tra questi) la canzone che più lo caratterizza, ha risposto che l’ha provata più volte con il suo gruppo ma non gli è mai riuscita come avrebbe voluto e, pertanto, “meglio risentire l’originale”.

L’incontro è terminato con l’annuncio di due concerti a marzo 2015 rispettivamente a Roma e Milano a cui seguirà un tour con i fans che gli hanno strappato la promessa di un concerto a Napoli, “anche due” ha ribadito.

di CostantinoPacilio

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