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Paola Cortellesi alla produzione di “Scusate se esisto”

 Paola Cortellesi, al suo debutto come sceneggiatrice, sceglie di farlo con una pellicola dal grande valore etico e morale.

Complice una tematiche, come quella del potere femminilee delle relazioni tra uomo- donna, tanto discussa negli ultimi anni e negli ultimi giorni. “Scusate se esisto” è infatti una commedia divertente diretta da Riccardo Milani.

Al centro la storia di un’architetta che dopo master all’estero e progetti importantissimi decide di tornare a vivere in Italia e qui si scontra, oltre che con la crisi, con una visione dei ruoli di potere ancora di appannaggio esclusivamente maschile.Così, complice anche un equivoco dovuto al suo nome e cognome (Serena Bruno letto come Bruno Serena), l’architetta finirà per farsi passare come assistente di sé stessa, assistente di un ipotetico architetto uomo che ha firmato il progetto, ma è bloccato a Tokyo per un lavoro. Tra equivoci e situazioni imbarazzanti dovrà farsi largo in un ambiente molto maschilista. “Non voglio però che sembri un film contro gli uomini, assolutamente – chiarisce subito Paola Cortellesi – questo è un film contro una certa mentalità che appartiene a certi uomini ma anche a certe donne. Anche perché in un momento di crisi, come quello che stiamo vivendo, assumere una donna significa avere anche lo spauracchio della maternità e quindi a parità di bravura si finisce per assumere un uomo con l’idea che sia più produttivo, mentre è dimostrato che se le donne avessero qualche servizio in più potrebbero essere invece iperproduttive”.

Un film, la cui voglia di produrre nasce dallo sfogo di cui quotidianamente necessità la condizione femminile, quella delle donne cha lavorano e affrontano tutti io giorni, “finendo per essere un po’ complici involontarie quando finiscono per interpretare un ruolo che altri hanno dato loro. A me è capitato qualche volta di sentirmi trasparente in quanto donna e così ho costruito il personaggio di Michela, interpretata da Lunetta Savino, l’eterna seconda che rimane chioccia. Lei stessa non si pensa come capo nonostante ne abbia tutte le competenze, il suo è un personaggio assolutamente realistico, che ognuno di noi ha incontrato almeno una volta”.

Nel film, la protagonista incontra francesco ( Raul Bova), un uomo che ha lasciato la moglie rivelandole che è omosessuale ma non è ancora stato capace di dirlo al figlio di sei anni e allo staff del suo ristorante. Una relazione questa che mette in luce la paura dell’individuo moderno di presentarsi per quello che è. Un tema che la Cortellesi racconta così: “Volevamo anche raccontare come può essere preziosa una coppia di fatto, quanto possa essere forte un legame tra due persone che non condividono la sfera della sessualità. Bisognerebbe regolarizzare questi rapporti, queste coppie di fatto etero ed omosessuali, e in questo siamo ancora piuttosto indietro. Con questo legame tra Serena e Francesco volevamo mostrare un rapporto d’amore inusuale ma ugualmente valido”. Una pellicola questa che ha dato ancor più fiducia ad un sogno: diventare regista.


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