Gricignano

Festa delle Forze Armate, Moretti: “Un pensiero speciale ai Marò”

 Gricignano. In un’atmosfera solenne, alla presenza di numerosi cittadini, si è celebrata, domenica mattina, in piazza Municipio, la Festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, organizzata dall’amministrazione comunale di Gricignano.

Sulle note del Piave e dell’Inno nazionale si è proceduto all’alzabandiera e alla deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti e ai Dispersi di tutte le guerre. Accompagnato da una folta schiera di rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale, dagli agenti della Polizia municipale e della Polizia zoofila dell’associazione Anpana-Oepa,il sindaco Andrea Moretti ha preso la parola, sottolineando il grande significato della celebrazione, che ricade il 4 novembre, ma spostata a domenica 9 per consentire maggiore partecipazione della cittadinanza.

Un giorno, il 9 novembre, in cui si è celebrato anche il 25esimo anniversario della caduta del muro di Berlino che segnò la fine del simbolo per eccellenza della divisione del mondo tra est e ovest e che fu, tra l’altro, il prologo della fine dei regimi comunisti dell’Europa orientale.

“Quest’anno celebriamo anche il centenario dell’inizio della ‘Grande guerra’ ed abbiamo voluto dare maggiore solennità all’evento festeggiando qualche giorno dopo, di domenica, come da indicazioni anche della Prefettura”, ha esordito il sindaco, ricordando come la prima guerra mondiale “fu il più grande massacro della Storia fino ad allora” e che oggi rappresenta “fermo immagine per i nostri giovani e le future generazioni, perché la nostra Repubblica si fonda sulla memoria del Risorgimento e sull’idea della ‘Grande guerra’ come compimento del processo di unificazione nazionale”.

Un plauso è andato alle forze armate, “protagoniste – ha continuato Moretti – del processo di unificazione dell’Italia, della quale presidiano, ancora oggi, le conquiste storiche ed il nuovo ruolo sul panorama mondiale”. E un pensiero ai due marò detenuti in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, “coinvolti – ha ricordato il sindaco – in una paradossale vicenda giudiziaria all’estero che non ci ha fatto onore ed a cui, speriamo al più presto, si potrà porre fine”.

Evidenziando come “dopo cento anni, le stesse nazioni che si combattevano duramente nelle trincee oggi sono riunite sotto la bandiera dell’Unione Europea”, Moretti ha ricordato i 25 anni della caduta del muro di Berlino, “evento determinante che contribuì ad avvicinare ancor più le nazioni europee”. Ma per il primo cittadino bisogna comunque tenere alta la guardia: “Le vicende belliche degli ultimi tempi in Medio Oriente – ha detto la fascia tricolore – ci insegnano che non possiamo stare tranquilli, che non bisogna sottostimare i rischi legati a gruppi di terroristi che generano nazionalismo esasperato, fondamentalismo religioso e ricerca fanatica della società perfetta. Pulsioni e sentimenti oggi resi ancora più pericolosi dalla sconsiderata propaganda globale tramite il web”.

Ecco perché celebrazioni come quella del 4 novembre, ha sottolineato ancora Moretti, “sono occasioni propizie affinché la memoria di questi eventi storici contrasti con durezza le rivendicazioni separatistiche e le rivolte localistiche mosse da bieco egoismo che mettono a dura prova l’Unità della nostra nazione conquistata con tanto sacrificio”.

Il momento storico che viviamo, ha ricordato il primo cittadino, non è dei più felici sotto l’aspetto politico: “Le contrapposizioni all’interno delle istituzioni e dei partiti, la crisi economica ed occupazionale, dimostrano che c’è ancora molto da lavorare per completare quel processo di unificazione, iniziato dai nostri predecessori tanti anni fa. Anche la società civile deve fare la propria parte”.

Affinché l’Italia raggiunga un’unità vera e compiuta, soprattutto sul piano economico, sociale e della solidarietà, ha concluso il sindaco, “tutti dobbiamo impegnarci per l’interesse collettivo, perché solo così, uniti e solidali, potremo costruire la vera casa comune, la vera Nazione, fatta di pace, progresso e democrazia”.

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