Esteri

Spazio, ecco la prima foto di “Rosetta”

 Ecco la prima foto scattata da “Philae”, il lander della sonda “Rosetta” atterrato sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko.

La foto, scattata dallo strumento Civa mostra uno dei tre “piedi” di Philae sul terreno ghiacciato della cometa, è stata diffusa via Twitter dal profilo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nelle prossime ore sarà pubblicata la prima “panoramica” della cometa.

Si tratta per ora di una sola fotografia, realizzata combinando due immagini scattate dallo strumento Civa, che mostrano in basso a sinistra la parte finale di una delle tre zampe del lander. Frontalmente è visibile la superficie della cometa, un “terreno” costellato di detriti dalle dimensioni variabili – da pochi millimetri a metri – e apparentemente roccioso, potrebbe trattarsi di un cratere.

“Tra poco avremo una panoramica completa che ci permetterà di capire meglio quello che Philae ha intorno”, ha spiegato Luigi Colangeli, Capo dell’Ufficio coordinamento dei programmi scientifici di Esa.

“L’immagine – ha proseguito – dimostra che il lander è arrivato a destinazione e sono attualmente i corso le analisi dei dati, sia tecnici che scientifici, che permetteranno di avere un quadro più chiaro della situazione e ricostruire tutte le fasi del touch down”.

Quello che sta emergendo in queste ore è infatti che la discesa sulla superficie della cometa è stata particolarmente complessa tanto che il lander, come spiegato in un tweet, sarebbe rimbalzato ben due volte, alle 16,33 (dato registrato a Terra circa 28 minuti dopo a causa del tempo impiegato dal segnale per raggiungere il pianeta) e le 18,26, per poi posarsi definitivamente alle 18,33. “Dobbiamo avere ancora un po’ di pazienza per ricostruire il tutto – ha commentato Colangeli – bisogna tenere conto che siamo in condizioni molto complesse e le comunicazioni non arrivano in tempo reale”.

Dopo essere stato rilasciato dalla sonda “Rosetta”, il lander Philae è atterrato sul nucleo della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. L’impresa, destinata ad entrare nella storia dei voli spaziali, ha richiesto circa 7 ore e si è conclusa intorno alle 17 ora italiana.

La conferma è arrivata dall’Agenzia Spaziale Europea(Esa). A settembre era stato identificato il sitodopo cheil 6 agosto scorsola sonda era entrata in contatto con la cometa.Nella notte era stato rilevato unproblema nella possibilità di attivare il sistema di discesa che impedisce al lander di rimbalzare sul suolo della cometa al momento dell’atterraggio.

In particolare, potrebbenon funzionare il piccolo motore che serve ad attutire l’imptatoe che deve entrare in azione a circa 40 minuti prima che Philae si posi sulla cometa, per rendere la manovra più morbida. Progettata 20 anni fa e lanciata il 2 marzo 2004, la missione Rosetta (battezzata dal nome della celebre stele che ha permesso agli archeologi di decifrare i geroglifici egizi), era stata risvegliata dopo un letargo di 10 anni.

“Dopo un lungo viaggio iniziato dieci anni fa, una sonda si poserà sulla cometa Churyumov-Gerasimenko, con il rover Philae, dal nome dell’isola del Nilo dove fu rinvenuto l’obelisco usato per interpretare la scrittura egizia. I nomi scelti per la missione non sono affatto casuali. Questi corpi celesti – aveva spiegatoEnrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) –sono, infatti, fondamentali per decodificare la parte iniziale della scrittura del Sistema solare”.

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