Esteri

Libia, autobombe a Tripoli contro ambasciate Egitto e Emirati

 Tripoli. Due autobombe sono esplose all’alba nel centro di Tripoli, di fronte alle ambasciate di Egitto ed Emirati Arabi, senza fare vittime.

La sede della rappresentanza del Cairo era vuota, il personale egiziano era stato infatti già evacuato quasi un anno fa dopo il rapimento dell’attaché culturale e di altri tre diplomatici.

La Libia è nel caos, nel pieno di una guerra civile e politica tra islamisti e il governo riconosciuto internazionalmente, che non ha il controllo del Paese e che è costretto ad appoggiare le milizie del generale Khalifa Haftar.

Il Cairo ed Abu Dhabi sono considerate nemici dalla ‘Coalizione dell’Alba’, formata da diverse milizie islamiste che da mesi controllano Tripoli. Egitto ed Emirati sono accusate di essere sponsor e sostenitore del generale Khalifa Haftar, che da maggio guida le azioni contro le forze islamiste di Ansar al-Sharia a Bengasi, l’altra grande città nelle mani dei gruppi islamisti.

Come detto il ruolo di Haftar è stato accettato dal Parlamento e dal Governo cacciato dalla capitale e riparato a Tobruk, riconosciuti dalla comunità internazionale ma dichiarato illegittimo dalla Corte Suprema nei giorni scorsi, su pressione delle milizie che controllano la città .E intanto l’esercito libico, fedele al generale Haftar, ha sventato un attentato che doveva essere eseguito due giorni fa vicino all’ospedale di Ras al Obeida, nell’est della Libia.

L’attentato, secondo quanto riporta il quotidiano locale Quryna aveva l’obiettivo di colpire un posto di blocco dell’esercito ed era stato pianificato dalle milizie islamiche di Bengasi. Il piano è venuto fuori dopo l’arresto di un giovane aspirante kamikaze che doveva guidare un camion carico di 100 chili di tritolo.

E il Times Online riferisce che un giovane, catturato mentre combatteva tra le file dell’ex generale libico Khalifa Haftar, nell’est della Libia, è stato decapitato. Per la prima volta i miliziani di Ansar al Sharia, affiliati allo Stato islamico, hanno postato online il video della decapitazione del prigioniero in pieno ‘stile Isis’.

Nel video si osservano gli ultimi attimi di Ahmed Muftah El-Nazihi, un giovane volontario. Legge un messaggio: “Consiglio a quelli che erano con me di abbandonare le loro attività e tornare alle loro case o dovranno affrontare lo stesso destino: la decapitazione”.

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