Cesa

Screening tiroideo, Vinci: “Dati preoccupanti, Istituzioni intervengano”

 Cesa. L’associazione “A.t.t.a.” onlus (Associazione tumori tiroidei e affini) ha comunicato i dati relativi alla giornata di prevenzione e screening tiroideo svoltasi venerdì 31 ottobre alla scuola secondaria di primo grado “Francesco Bagno” di Cesa …

… con la collaborazione dal dirigente Pietro Corvino e del professor Nicola De Michele. Il sodalizio “A.t.t.a.” opera a diretto contatto con l’ospedale “Cardarelli” di Napoli, il Ministero della Salute, la Regione Campania e l’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale, ed è nato per arginare l’incremento di patologie tiroidee rilevatosi negli ultimi anni nel territorio napoletano-casertano.

Ha stipulato un protocollo d’intesa con il “Coordinamento Comitati Fuochi”, di cui l’associazione “Vinci” onlus fa parte, per effettuare un programma di screening gratuito nelle scuole secondarie di primo grado della Campania.

Un numeroso gruppo di ragazzi dell’istituto “Bagno”, sorteggiati tra le varie classi, è stato sottoposto, alla presenza dei genitori, ad ecografia alla tiroide dalla dottoressa Giorgia Anna Garinis da cui è emerso che il 70% di questi risulta affetto da alterazioni morfologiche della ghiandola; in particolare il 20% presenta strie fibrotiche e forte disomogeneità con probabile processo tiroidico. Ma il dato ancor più preoccupante è che il 18% presenta aree nodulari sub centimetriche.

L’associazione “Atta” ha, pertanto, ritenuto opportuno concordare con i genitori un secondo step di valutazione. I dati raccolti sono analoghi a quelli riscontrati a Succivo, uno dei siti mappati dal governo a “rischio 5”, il rischio più alto, mentre Cesa rientra con tre siti nel livello di rischio presunto 2b (rischio medio).

Per tale livello, non è necessario predisporre misure di salvaguardia atte a garantire la sicurezza della produzione agroalimentare del sito ma è richiesta l’effettuazione prioritaria, entro 180 giorni, di ulteriori indagini analitiche in quanto i siti agricoli sono risultati “a rischio” dall’analisi multitemporale delle ortofoto (classi 2,3,4,5 e 6) e vanno quindi effettuate anche indagini conoscitive di tipo ambientale (carotaggi, trincee, ecc.) al fine di verificare presenza e natura dei rifiuti eventualmente interrati. I 180 giorni sono passati ma purtroppo non è stato effettuato alcun controllo.

“Rapportando inoltre i dati emersi al termine dei controlli medici ai livelli di “rischio presunto”, i conti di Cesa non tornano”, fa sapere il presidente di ‘Vinci’, Vittorio Romano, che sottolinea:”La politica cesana non può continuare a far finta di nulla. E’ ora di agire e di vederci chiaro”.

Prossima tappa del programma di prevenzione dell’associazione Atta e del “Coordinamento Comitati Fuochi” sarà Orta di Atella.

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