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Salerno, Salvini incontra De Luca. Contestazione dei centri sociali

 

 Salerno. Urla e insulti all’indirizzo del leader della Lega, Matteo Salvini, al suo arrivo al Comune di Salerno per un evento culturale, la presentazione di un libro con Bruno Vespa e Giorgio Mulè.

Un gruppo di rappresentanti dei centri sociali del territorio ha accolto l’auto del segretario del Carroccio gridando slogan principalmente a sfondo antirazzista.

“Fascisti, carogne, tornate nelle fogne”, “vergogna, vergogna”, “sei nella nostra città ci devi chiedere scusa”: queste alcune delle frasi urlate dai manifestanti che sono controllati dai poliziotti. Nessun incidente, ma soltanto un paio di striscioni. Salvini, una volta sceso dall’auto, è entrato nel palazzo comunale senza fermarsi.

“In democrazia ognuno è libero di non essere d’accordo, anche se penso che in occasione della presentazione di un libro, mette tristezza chi fa casino in mezzo alla strada, impegnando decine di poliziotti che penso potrebbero occuparsi di problemi ben più importanti”. L’ha detto Salvini, in apertura dell’intervista con Vespa e Mulè nel Comune di Salerno, commentando le contestazioni con cui è stato accolto da parte di componenti di centri sociali. “Più che urlare e insultare – aggiunge Salvini – semmai si può presentare un altro libro con opinioni differenti”.

Salvini ha poi annunciato che la Lega correrà “con proprie liste anti-Renzi” in tutto il Sud alle regionali, quindi anche in Campania alle regionali. “Proporrò ai cittadini del centro-sud un programma, il nome della lista non m’appassiona. Non ci sarà il nome Lega Nord, forse Lista Salvini o Lega dei Popoli. Chi sarà d’accordo sui 5, 6 punti di questo programma, (il contrasto all’immigrazione senza controllo, la difesa dell’agricoltura, il no alla legge Fornero e agli studi di settore, un’aliquota fiscale unica al 30%) saprà che potrà votarci”.

Poi bordate contro la moneta unica: Salvini: “L’euro sarà inevitabile che si dissolva, penso, a prescindere da me e dalla Lega. Avere una moneta unica con 18 economie diverse, con 18 regimi fiscali diversi, pensionistici diversi, senza una vera banca comune – ha detto Salvini – non ha senso”. Anche se “non so se poi la via d’uscita saranno monete di area, il ritorno a lira o altro”.

“So per certo – ha proseguito- che alle nostre imprese hanno messo nelle tasche delle pietre che impediscono di competere. Quindici anni fa eravamo la 5°potenza economica del mondo, ora ci hanno superati tutti. Gb, Ungheria e Polonia stanno crescendo, i 9 paesi Ocse che stanno crescendo meno nell’Ocse hanno tutti l’euro”.

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