Campania

Omicidio Noviello, ergastolo per Setola e i suoi sodali

 Caserta. Condanna all’ergastolo per il boss Giuseppe Setola e i suoi ex sodali Alessandro Cirillo, Francesco Cirillo, Massimo Napolano e Giovanni Letizia per l’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello, avvenuto a Castel Volturno, in località Baia Verde, il 16 maggio 2008.

Trenta anni a Metello Di Bona e 13 anni e sei mesi a Luigi Tartarone. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Alaia di Santa Maria Capua Vetere, alla presenza di familiari dell’imprenditori, di esponenti delle associazioni antimafia e del sindaco del Comune di Castel Volturno, Dimitri Russo, costituito parte civile nel procedimento giudiziario.

Imprenditore di San Cipriano, titolare di una scuola guida a Baia Verde di Castel Volturno, Domenico Noviello fu ucciso il 16 maggio del 2008 per aver rifiutato di pagare il pizzo alla camorra sette anni prima.

Risarcimento danni. La Corte d’Assise ha inflitto condanne dure ai 7 imputati anche sul fronte del risarcimento danni. In particolare, ha condannato in solido tutti gli imputati a risarcire danni non patrimoniali ad ognuno dei cinque familiari costituiti parte civile pari a somme dai 420mila ai 470mila euro. Per quanto riguarda i danni patrimoniali, invece, verranno quantificati in sede civile riconoscendo una provvisionale che i condannati dovranno pagare dai 30 ai 50mila euro. I condannati dovranno risarcire in solido anche per danni patrimoniali il Viminale per quasi in milione di euro. Il risarcimento di 300mila euro è stato riconosciuto al comitato don Peppe Diana costituitosi parte civile. Mentre altri risarcimenti non patrimoniali pari a 50mila euro sono stati riconosciuti alla Regione Campania, comune di Castel Volturno, Fai e il coordinamento napoletano associazione antiracket. Il deposito delle motivazioni avverrà entro 90 giorni. Domenico Noviello fu ammazzato il 16 maggio del 2008 dopo aver denunciato nel 2001 le estorsioni subite presso la sua autoscuola da parte del clan.

Figli Noviello: “Giustizia è stata fatta”. Lacrime e abbracci alla lettura della sentenza tra i quattro figli dell’imprenditore Domenico Noviello. “Ce l’abbiamo fatta – sussurra Mimma Noviello in lacrime – è sentenza giusta”. Lacrime anche per l’altro figlio, il maggiore, Massimiliano: “Dopo gli ultimi avvenimenti e gli show di Setola non mi aspettavo queste condanne – dice – eravamo sfiduciati. E’ stata una sentenza oltre le aspettative. Se mio padre non avesse denunciato sarebbe morto di rabbia. Invito tutti gli altri imprenditori a denunciare perché oggi le cose sono cambiate, non si è più soli come lo siamo stati noi nel 2001”.

Setola: “Mia figlia non vuole che mi penta”. In mattinata, attraverso una dichiarazione, letta in aula dal pm,Giuseppe Setola ha spiegato i motivi che lo hanno indotto a rinunciare a collaborare con la giustizia. “Mia figlia non vuole che io collabori e non si vuole allontanare da Casal di Principe”, ha scritto l’ex leader dell’ala stragista del clan dei casalesi. “Ho paura anche che mio fratello Pasquale possa essere ammazzato e anche mio cognato Mario Baldascino”, si legge ancora.

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