Campania

Napoli, ragazzo ucciso da calcinacci: i genitori chiedono rispetto

 Napoli. “Mettendo questa stella sotto la Galleria dove mio fratello ha perso la vita, è come se il comune di Napoli avesse messo un albero di Natale in un cimitero”.

Dure le parole di Angela Giordano, la sorella del piccolo Salvatore, ucciso per il crollo dei calcinacci all’esterno della galleria Umberto I agli inizi di luglio scorso.

I genitori Umberto e Margherita erano commossi, addolorati, facevano fatica a parlare. Il dolore per la scelta del sindaco di Napoli Luigi De Magistris di installare una stella rossa, una decorazione luminosa natalizia, sotto la Galleria ha spinto la famiglia a organizzare un breve sit-in di protesta: “Noi siamo qui per chiedere al Comune di rimuovere la stella – hanno detto i genitori di Salvatore – un mese fa avevamo chiesto di non fare l’albero di Natale e i commercianti erano d’accordo con noi, poi abbiamo saputo che quest’idea dell’installazione è partita proprio da palazzo San Giacomo. Questa cosa ci fa male, noi abbiamo chiesto solo rispetto. Mio figlio è morto mentre passeggiava con i suoi amici a 90 metri da questo punto”.

Circondati dai giornalisti, i genitori di Salvatore Giordano, trattengono a stento le lacrime, si abbracciano, si tengono la mano. “Noi abbiamo avuto un altro dolore – hanno ribadito la mamma e il papà – soprattutto quando abbiamo visto che dopo l’installazione il sindaco ha deciso di farsi fotografare davanti alla stella e di far girare la foto sui social network”.

“Io non parlo al sindaco – ha infine spiegato la mamma – ma al papà. Se gli fosse capitata a lui questa tragedia l’avrebbe messa comunque la stella? L’unica cosa che avrebbe potuto fare, era apporre una targa in memoria di mio figlio. È dopo la sua morte che sono cominciati i lavori in questa città, perché altri crolli c’erano stati, ma nessuno, né i privati, né le istituzioni erano intervenuti. Noi non abbiamo mai chiesto nulla, ora però vogliamo rispetto”.

Tra la gente c’è anche Luigi Di Vaio, il commerciante della galleria, che fu il primo a soccorrere Salvatore. Dopo il crollo tutti cercavano un riparo, lui corse dal ragazzo: “Io ho incontrato i genitori di Salvatore oggi per la prima volta. Ho dei figli anch’io e quell’immagine di quel ragazzino che ha perso la vita qui, non riesco a togliermela dalla testa”.

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