Italia

Caso pacemaker a Report, la Gdf negli uffici dell’Iss

 Roma. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per verificare se quanto raccontato da Report domenica sera corrisponda a una gravissima realtà.

Secondo quanto si è appreso a Piazzale Clodio, si indaga sull’ipotesi di reato di falso, per il momento a carico di ignoti, per i certificati di idoneità rilasciati dall’Iss per pacemaker dati per controllati quando questo non sarebbe avvenuto.

Nelle immagini trasmesse in esclusiva nell’inchiesta condotta da Sigfrido Ranucci si mostra che in Italia il laboratorio dell’Istituto Superiore della Sanità tenuto a certificare la sicurezza dei dispositivi che vengono impiantati nel corpo umano, quali pacemaker e defibrillatori, praticamente non esiste.

Mentre un carteggio protocollato, finito tra le carte a supporto dell’inchiesta tv, evidenzia come l’Istituto fosse a conoscenza della situazione sin dal settembre 2010. Quando un ingegnere incaricato di migliorare l’efficacia dei controlli sulla sicurezza dei pacemaker aveva comunicato la sua rinuncia all’incarico perché impossibilitato a svolgere le attività previste, “in quanto il laboratorio, a causa delle condizioni in cui è ridotto, di fatto – appunto – non esiste”.

Su mandato del pm Giorgio Orano, le indagini sono state delegate al nucleo della Polizia investigativa Tributaria della Guardia di Finanza, coordinato dal colonnello Cosimo di Gesù, lo stesso nominato da Raffaele Cantone a coordinare il personale della Gdf per il controllo sugli appalti di Expo 2015.

Accanto all’accertamento avviato dalla magistratura romana, va registrata anche l’indagine amministrativa urgente disposta dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin per determinare l’effettivo svolgimento dei fatti, il rispetto delle procedure di legge ed eventuali responsabilità, in merito al caso del laboratorio “fantasma”.

Il ministro ha chiesto al Commissario straordinario dell’Iss, Gualtiero Ricciardi, “di effettuare un audit interno urgente, di riferirne gli esiti al Ministero vigilante e di assumere senza indugio ogni iniziativa, anche di tipo giurisdizionale, per garantire il buon andamentodell’azione dell’Istituto”.

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