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“Pareidolia”, il nuovo album di Marina Rei. “Ecco cosa faccio da sola”

Marina Rei

“Pareidolia” è il titolo del nuovo album di Marina Rei, frutto della collaborazione dell’artista romana con Giulio Ragno Favero.

Un titolo eloquente: il termine, dal profilo scientifico, indica il fenomeno per cui ognuno può vedere in una cosa una figura che altri non vedono, come un volto umano in una nuvola o nel profilo di una montagna. “E’ un termine inusuale che mi è piaciuto da subito perché mi dà un’idea di libertà” ammette la cantante. E aggiunge: “Mi ha stuzzicato l’idea che qualcuno, incuriosito, potesse andare a cercarsi cosa vuol dire. E poimi dà un grande senso di libertà. Perché partendo dal significato ognuno in qualche modo può scorgere ciò che vuole e può trovare la bellezza dove un altro non la ved”.

Un album che riprende quella logica delle contaminazioni che l’artista ha messo in opera nel 2012 quando ha realizzato “La conseguenza dell’amore”, il libro che ha aperto la via al confronto e alla collaborazione con i grandi nomi della musica italiana, da Pierpaolo Capovilla a Riccardo Sinigallia e Paolo Benvegnù. Per questo prodotto discografico, la cantante romana si è affidata a Giulio Ragno Favero, che non solo ha curato la produzione dell’album ma ha scritto con la Rei tutti i pezzi. Ne è uscito un lavoro dal taglio complessivamente rock ma dalle molte sfumature, dove trova spazio persino un’incursione nell’hip hop.Una collaborazione che la cantante racconta così: “Nel 2012 ho fatto un brano con Pierpaolo Capovilla (cantante del Teatro degli Orrori – ndr) e Giulio ne ha curato il remix. Da lì abbiamo avuto modo di conoscerci, io sono stata ospite in qualche concerto del Teatro degli Orrori e lui ha visto alcuni miei show. È stato bello vedere una persona musicalmente valida come lui insistere perché facessi un disco che mostrasse più chiaramente quello che sono”.

Mettendo insieme due sensibilità differenti, ci sono stati momenti particolari nella stesura dei testi delle canzoni. “Ci sono stati momenti in cui io ho conosciuto il suo modo di scrivere e lui il mio. A volte ho scritto delle canzoni piano e voce e lui ci ha lavorato a livello di produzione e arrangiamento portandole su strade completamente diverse da come me le ero immaginate. In altre situazioni è successo il contrario. La cosa bella è questa: nonostante la diversità dei punti di partenza il punto di arrivo è stato incredibilmente unico, non si sentono diversità”, ammette la Rei che racconta poi il connubio tra lei, batterista e lui, Bassista.

“Questa cosa è fighissima – continua la Rei – perché si è creato un vero e proprio incastro. È stato stimolante sia per lui che per me. Io ho un suono di batteria e un modo di suonare diverso dai batteristi con cui lavora lui e viceversa, studiarci e allinearci ai rispettivi stili è stato un bell’esercizio”. Un disco il suo che le ha permesso di sperimentare anche la strada dell’hip hop e in particolare il mondo di Zona Mc, che lei definisce “un rapper dalle grande originalità nel modo di scrivere e dalla grande saggezza nella scelta delle parole. “Mi ha subito fatto scattare qualcosa – ha detto a tal proposito la cantante – perché usa una metrica unica e ha un livello intellettuale è molto alto. Il brano Pareidolia di per sé ha un arrangiamento rock ed elettronico e questo inserto rappato crea un contrasto che credo sia molto bello”.

Da artista indipendente che si produce da sola il proprio lavoro, Marina Rei afferma che se fosse stata ancorata ancora ad una major non avrebbe mai potuto usare un titolo del genere né mettere insieme contaminazioni di quel tipo, perché la dinamica discografica vuole che tutto sia frizzante, fresco e veloce. “Il mercato discografico è completamente cambiato. Essere indipendenti da una parte è una necessità. Prima di tutto creativa: non hai legami, non hai nessuno che cerca di correggerti musicalmente per compiacere un certo tipo di mercato o un certo tipo di strategia di marketing o mediatica. E poi preferisco essere considerata, nel bene o nel male, per il mio valore di musicista e non come un personaggio televisivo. Sono personaggio in quanto artista, non ho bisogno di essere in qualche modo deviata. Bisogna fare degli enormi sforzi. Fare tutto da soli richiede un grosso impegno artistico e anche economico. Ma in questo modo le spalle diventano belle forti: devi avere consapevolezza del percorso che hai intrapreso”, conclude la cantante.

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