Esteri

Nobel per la Pace a Malala e Satyarthi: paladini dei bambini

 Stoccolma. Il premio Nobel per la pace è andato alla giovane attivista pakistana Malala Yousafzai e all’attivista indiano Kailash Satyarthi.

Il riconoscimento è stato assegnato per la lotta dei due attivisti “contro l’oppressione dei bambini e dei giovani e per il diritto alla loro istruzione. I bambini devono andare a a scuola e non essere sfruttati economicamente”.

Nata il 12 luglio 1997, Malala divenne celebre all’età di tredici anni quando iniziò a scrivere un blog per laBBC, nel quale denunciava i soprusi dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne, e la loro occupazione militare del distretto dello Swat.

Il 9 ottobre 2012, mentre tornava a casa da scuola a Mingora, fu centrata con vari proiettili alla testa e al collo. I talebani pakistani, infuriati dall’impegno della ragazza per l’istruzione femminile, rivendicarono la responsabilità dell’attacco, sostenendo che lei “è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità”.

Ihsanullah Ihsan, portavoce del gruppo terrorista, minacciò che, qualora fosse sopravvissuta, la giovane sarebbe stata nuovamente oggetto di attentati.

L’indiano Kailash Satyarthi è un attivista dei diritti umani di 60 anni, impegnato dagli anni ’90 nella lotta contro il lavoro minorile con la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan. La sua azione ha permesso di liberare almeno 80mila bambini dalla schiavitù, favorendone la reintegrazione sociale.

Malala è la persona più giovane ad essere insignita del Nobel nella storia di tutte le categorie del premio. Ha sostituito in testa alla classifica dei Nobel più giovani il premio per la Fisica, Lawrence Bragg, che nel 1915 – quando ricevette questo riconoscimento – aveva 25 anni. Malala è la 46esima donna a ricevere il Nobel tra il 1901 e il 2014.

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