Carinaro

De Chiara lancia il “Portale Lavoro” e avvia dialogo con Asi e imprenditori

 Carinaro. Un “Portale Lavoro”. E’ l’idea promossa dall’assessore alle Attività produttive, Maria Grazia De Chiara, inerente una tematica che in quest’ultimo periodo è molto sentita a Carinaro, soprattutto alla luce della vicenda Eurospin, azienda prossima ad insediarsi sul territorio e verso la quale, da più parti, si invoca il reperimento di maestranze locali.

L’appuntamento per illustrare il progetto è in programma venerdì 10 ottobre, alle 17.30, nella sala consiliare. Oltre al portale i presenti -tra cui gli esponenti dell’opposizione, invitati per l’occasione -discuteranno anche della definizione di un protocollo d’intesa con le aziende del territorio.

“Due iniziative – spiega De Chiara – che nascono dalla volontà dell’amministrazione comunale di avviare politiche attive per il lavoro, di incentivare e facilitare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro a beneficio della popolazione”. Nei giorni successivi seguirà un tavolo di lavoro con il consorzio industriale Asi, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria e le forze politiche locali, provinciali e regionali e imprenditoriali.

“L’eredità che ci è stata lasciata è pesante. – sottolinea l’assessore – Carinaro non è un’isola felice. Il suo territorio è stato snaturato e costretto ad un’industrializzazione forzata. Più della metà della sua superficie ceduta all’Asi; un consorzio, questo, diventato nel tempo più un carrozzone politico che il luogo di programmazione oculata, di scelte sinergiche volte a coniugare rispetto ambientale e ricaduta occupazionale. Zona franca per imprenditori senza scrupolo, tormento per i tanti imprenditori onesti che a fatica portano avanti le loro piccole imprese a conduzione quasi familiare”.

“All’indomani del nostro insediamento – fa sapere De Chiara – abbiamo cercato immediatamente di prendere contatti con l’Asi e di dialogare con le imprese del territorio. Ci siamo trovati da subito di fronte alla ‘questione Eurospin’, che, come detto dall’ex sindaco Masi, era in realtà iniziata già con lui. Abbiamo attivato i necessari contatti, ora tutto è demandato alla serietà della cooperativa che gestisce il servizio, allo spessore imprenditoriale dei suoi operatori”.

L’amministrazione in carica, guidata da Annamaria Dell’Aprovitola, si è ritrovata in assenza di accordi e ciò ha determinato, come spiega ancora De Chiara, “un incrocio di responsabilità e competenze non adeguatamente disciplinate dinanzi al quale è difficile far valere diritti”. Quello che è stato preso dalla nuova maggioranza, dunque, è una sorta di “treno in corsa”, “ma abbiamo agito in tutta scienza e coscienza, – sottolinea l’esponente dell’esecutivo – ci siamo battuti per tutti e per ciascuno, perciò possiamo guardare dritto negli occhi gli interlocutori di turno”.

Al momento il confronto con l’Asi è problematico per l’assenza di interlocutori, così come il dialogo con gli imprenditori. Categoria, quest’ultima, che De Chiara a sua volta suddivide in “squali” e “operose formiche”: “Mentre i primi – dice la professoressa – sono senza scrupoli e pronti solo ad inseguire l’utile, calpestando i diritti e la dignità dei lavoratori, gli altri sono alle prese con la crisi e la recessione”.

L’assessore torna anche sulla delibera relativa alle industrie insalubri, attorno alla quale si è scatenata una polemica sollevata dall’ex sindaco Masi. “Quanto alla famosa delibera dei ‘tre anni’ – riflette De Chiara – alla quale l’ex sindaco faceva riferimento nel suo comizio, ci viene da chiedere perché abbia deliberato in tal senso poco prima della fine del suo mandato. Questa amministrazione, invece, ha proceduto con cautela, ha ascoltato il parere di persone esperte, le quali hanno concordato sull’illegittimità della delibera approvata dalla giunta Masi, perché la durata temporale delle autorizzazioni rilasciate alle aziende è in capo alla regione. La lotta all’insediamento delle industrie insalubri e pericolose nelle zone Asi si combatte con altri mezzi e su più fronti”.

E rispedisce al mittente le accuse di chiusura al dialogo: “Personalmente, credo nella collaborazione, quindi respingo le accuse di atteggiamento di chiusura della maggioranza. Credo anche nell’autonomia di giudizio, nella libertà di opinione, ossia nella democrazia, offesa e vilipesa quando invece scattano le strumentalizzazioni”.

A questo punto, la De Chiara lancia una proposta provocatoria: “Perché non passiamo a setaccio gli ultimi 40 anni della storia del nostro paese? Allora forse ci renderemo conto che molti mali di oggi li ereditiamo dal passato più o meno recente”.

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