Carinaro

Area industriale e occupazione, Masi a De Chiara: “Pronto per il processo”

 Carinaro. “Dal silenzio tombale che per oltre quattro mesi l’amministrazione aveva imposto sulla vicenda Eurospin, si alza finalmente una voce, quella dell’assessore De Chiara.

Ed è una voce talmente fioca da non riuscire a percepire né i toni né il significato delle parole espresse. Oltretutto è una voce che giunge a tempo scaduto, quando ‘i buoi sono già scappati dalla stalla”. Non tarda ad arrivare il commento dell’ex sindaco Mario Masi alle parole dell’assessore alle Attività produttive, Maria Grazia De Chiara, sulla vicenda Eurospin (azienda prossima ad insediarsi sul territorio e verso la quale, da più parti, si invoca il reperimento di maestranze locali) e la questione occupazionale in città, legata in particolar modo all’area industriale di Carinaro.

“Restituisco al mittente il malizioso tentativo di scaricare su altri la responsabilità del fallimento della trattativa condotta dall’amministrazione in difesa dei posti di lavoro per i giovani di Carinaro”, afferma a tal proposito Masi. “L’assessore – continua – non cerchi di cambiare le carte in tavola. La nuova amministrazione non si è trovata davanti ‘ad un treno già in corsa’, ma davanti ad un treno che avviava la sua marcia proprio quando essa si insediava”.

Come già ribadito nel corso di una recente assemblea pubblica, Masi spiega: “Solo 60 giorni prima della scadenza del mio mandato ero stato informato della probabile venuta dell’Eurospin dal signor Canciello, noto imprenditore dell’area Asi, che stava trattando la cessione in fitto di suoi capannoni a quella azienda. A Canciello ribadii con fermezza che, visti i negativi risultati occupazionali degli ultimi anni per i giovani del paese (compresi quelli fallimentari di Unica ed Impreco), se Eurospin non avesse garantito posti di lavoro per i giovani di Carinaro poteva benissimo scegliere altri territori su cui insediarsi. La risposta di quel che è successo dopo tocca solo alla nuova amministrazione ed in particolare all’assessore De Chiara, stretta parente della famiglia Canciello e, come tale, con un potere contrattuale e di mediazione superiore addirittura a quello dello stesso sindaco”.

E, invece, secondo Masi l’amministrazione nulla ha fatto. “Per tutta l’estate – incalza l’ex primo cittadino – neppure un manifesto di mobilitazione e di protesta, soprattutto quando l’azienda, per semplici lavori di manovalanza e facchinaggio, sceglieva cooperative della zona. L’amministrazione, invece, dopo aver illuso tanti giovani con un manifesto di sollecitazione a presentare curricula all’Eurospin, nel chiuso di una stanza, si è affannata per quattro lunghi mesi a mercanteggiare qualche posto di lavoro da gestire in modo clientelare, in cambio del silenzio”.

Per Masi queste sarebbero le vere ragioni per le quali l’amministrazione non aperto pubblicamente un fronte di vertenza nei confronti del nuovo investitore. “Ora l’assessore – sostiene l’ex sindaco – spera nel buon senso e nella serietà della cooperativa che è stata incaricata, dalla quale potrà ottenere solo qualche briciola, mentre avrebbe potuto esercitare poteri e funzioni in modo diverso, soprattutto perché sul territorio vi sono cooperative di grande affidabilità che operano già presso Sisa, Sigma, Conad e che già utilizzano non pochi giovani di Carinaro”.

E il “Portale Lavoro”, avviato dalla stessa De Chiara per incentivare politiche attive per l’occupazione e facilitare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro a beneficio della popolazione, secondo Masi sarebbe un modo “per coprire le responsabilità di un fallimento e per buttare fumo negli occhi”.

Tra l’altro, l’ex primo cittadino rivendica la paternità del progetto: “La signora – spiega – è così distratta da non accorgersi che l’iniziativa è stata già da me varata sin dalla primavera scorsa, come potrà verificare consultando il sito istituzionale del Comune nella sezione ‘Curriculum on line’, che si trova sulla home page”. E fa alcune osservazioni sulla responsabile del consorzio industriale Asi: “La vera ragione della crisi occupazionale locale – dice Masi – si lega non solo alla tremenda azione recessiva che grava sull’Italia e sull’Europa, ma soprattutto perché l’Asi ha sempre ostacolato il ruolo che il Comune negli anni ha rivendicato e cioè quello di voler esprimere preventivamente il suo parere vincolante nella scelta delle aziende che si vogliono insediare sul territorio, relegandoci ad essere spettatori di aziende trasferite da altri posti, che portano appresso macchine, operai ed impiegati senza aver bisogno di altro”.

All’ex sindaco sembra, invece, più interessante il tavolo di lavoro che si intende mettere in atto con le forze politiche, sociali ed imprenditoriali, locali, provinciali e regionali previsto per i prossimi giorni. In proposito suggerisce che “a quel tavolo bisognerebbe arrivare con le idee chiare e solo dopo che, fatto il bilancio dei risultati di circa 40 anni di industrializzazione del nostro territorio, la città si sia interrogata sul se sia necessario cambiare la strategia ed il ruolo del Comune nelle scelte di politica industriale all’interno dell’Asi, prevedendo, nel caso di mancato riconoscimento del ruolo rivendicato dal Comune, anche l’uscita dal consorzio, dimostratosi negli anni un vero carrozzone di affari e di clientele del quale il sottoscritto non ha mai fatto parte”.

Masi poi torna sulla vicenda delle industrie insalubri e la correlata delibera con la quale aveva bloccato nuovi insediamenti prima di lasciare la poltrona di sindaco. “L’assessore De Chiara – sottolinea – mi sorprende non solo per il silenzio tenuto fino ad ora ma anche per la posizione che oggi assume. Le delibera del blocco, varata dalla mia giunta nel luglio 2013, successivamente modificata con quella relativa all’insediamento temporaneo di tre anni in attesa di conoscere i risultati dell’indagine ambientale, ordinata alla facoltà di Scienze Ambientali dell’Università, è stata approvata quando il problema si è presentato, ossia quando sono pervenute le domande di insediamento di circa 15 nuove aziende ritenute a rischio ambientale. Domando: cosa c’entra con tutto il discorso il fatto che l’autorizzazione per queste aziende viene rilasciata dalla Regione? Lo sa l’assessore che la tutela della nostra salute spetta al Comune? Lo sa che il limite di 10 anni per detti insediamenti, fissato dalla legge regionale, è da intendersi come limite massimo, tant’è che la stessa Regione ha autorizzato insediamenti anche per un periodo inferiore ai prescritti 10 anni, cioè anche per 5 anni (vedi decreto dirigenziale numero 5 del 7 marzo 2014 dell’Agc 05, pubblicata sul Burc numero 17 del 10 marzo 2014)? E’ mai possibile che si revochino delle delibere poste a salvaguardia della salute pubblica, senza che venga presentato neppure un ricorso contro di esse, solo per il sospetto della loro illegittimità? Ed anche se fosse stato presentato un ricorso (mai presentato), non valeva la pena spendere 1.500 euro per un incarico professionale al fine di verificare, tramite il Tar, se i provvedimenti di tutela da me varati, fossero legittimi ed opportuni, data la pesante situazione ambientale della zona? Oltretutto, l’autorizzazione limitata a tre anni, era stata concordata con tutti gli imprenditori che avevano avanzato richiesta di insediamento”.

A questo punto, si chiede: “Non è contraddittorio partecipare ai cortei di protesta per le puzze e poi di fatto non opporsi ai tentativi di insediamento di industrie a rischio sul nostro territorio? Ecco perché sono portato a pensare che dietro la revoca di quegli atti ci sia stata la promessa di qualche posto di lavoro da gestire poi in modo clientelare”.

Da parte sua, l’ex sindaco si dichiara prontissimo a partecipare al dibattito (lui lo definisce un “processo”) che l’assessore De Chiara vorrebbe aprire sulla gestione politico-amministrativa degli ultimi 40 della storia di Carinaro. “Aspetto solo l’invito. – fa sapere Masi – Mi auguro, però, che l’appuntamento sia pubblico e che investa tutti i sindaci e gli amministratori che si sono succeduti nei 40 anni, ovviamente compresa la stessa De Chiara, che è già stata amministratore di questo paese per 7,5 anni. Potrei già dire che le mie continue rielezioni alla carica di sindaco, sempre con largo suffragio, sono già sentenze di conferma del mio buon operato, ma ad ogni modo sono pronto ad un nuovo ‘processo’”.

E, in attesa di “giudizio”, Masi ricorda: “Ho ricoperto la carica di sindaco dal 1970 al 1980 e poi dal 2004 al 2014. I risultati di quelle gestioni sono scritti nella storia del paese. Credo che la stessa nuova amministrazione potrà vivere di rendita per alcuni anni per quel che, insieme ai miei collaboratori, sono riuscito a realizzare e per quel che ho lasciato. Per quel che riguarda soltanto l’occupazione, la professoressa De Chiara non può aver dimenticato le battaglie da me fatte negli anni ’70 per la venuta dell’Indesit a Carinaro e quelle ancor più intense per costringere il tavolo provinciale politico-industriale perché venisse riservato al nostro paese il 20% su tutte le assunzioni all’Indesit; una battaglia che fruttò 800-900 posti di lavoro per le famiglie di Carinaro (tra cui anche quella dell’assessore De Chiara) che, per tanti anni, hanno vissuto momenti di benessere economico proprio grazie a quelle battaglie. Negli anni, dal 2004, la De Chiara, mio assessore, dovrebbe poi ricordare le battaglie da me fatte con l’Asi (vedi Protocollo di intesa) sia per rivendicare un ruolo più incisivo del Comune nelle scelte di insediamento industriale che faceva il consorzio e sia per assicurare in quel consiglio di amministrazione la presenza di un cittadino di Carinaro”.

Per Masi “non sarebbe male, perciò, che a quel processo politico auspicato dall’assessore, partecipasse anche chi si è occupato di attività produttive nel passato e nell’ultimo decennio ed il carinarese che è stato componente di Consiglio di amministrazione. Non dovrà fare molti sforzi per individuarli, perché li troverà nella parrocchia nella quale la De Chiara è tornata a far politica”. L’ex sindaco conclude con un “arrivederci al processo”, augurandosi che venga “fissato al più presto”.

You must be logged in to post a comment Login

I più letti

Condividi con un amico