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Terra dei Fuochi, si torna in piazza: “I roghi ci sono ancora”

 Napoli. Nella Terra dei Fuochi, una vasta area di territorio tra Napoli e Caserta, i roghi ci sono ancora, l’aria è avvelenata da fumi tossici sprigionati da incendi selvaggi di rifiuti speciali.

E’ la denuncia che muove in piazza a Napoli associazioni di cittadini in un affollato corteo, partito da piazza Dante e diretto a piazza del Plebiscito, per chiedere alle istituzioni interventi immediati, risposte concrete. I manifestanti espongono foto con i roghi e le località interessate.

La sede della Prefettura è la meta del serpentone caratterizzato da slogan e striscioni che denunciano ancora una volta la presenza di fenomeni inquietanti legati all’incendio di rifiuti tossici.

Quella di oggi è la seconda mobilitazione generale dopo quella di un anno fa. Alcuni dei partecipanti a quell’iniziativa non sono presenti oggi, altri si sono aggregati. L’obiettivo, dice Angelo Ferrillo, responsabile dell’associazione ‘La Terra dei Fuochi’, è quello di “riportare fortemente il tema al centro del dibattito politico. Per non dimenticare. Dopo le promesse di risanamento l’avvelenamento ancora continua. Se non sono capaci di fermare i roghi quale credibilità possono avere nel parlare di bonifiche?”.

“Assassini, assassini”. E’ uno degli slogan urlati durante la manifestazione per denunciare che i roghi tossici continuano nella Terra dei Fuochi, tra Napoli e Caserta. In corteo a Napoli molte persone con le mascherine, mamme con bambini in carrozzina. C’è un uomo che spiega di aver perso per tumore in due anni moglie, figlia e sorella.

Fischi davanti alla sede della Questura di Napoli da parte dei partecipanti al corteo contro i roghi tossici. “Che ci fanno tutti questi poliziotti – ha detto al megafono Ferrillo, promotore della manifestazione – non siamo criminali.Vadano nelle campagne di Giugliano dove ogni sera i camorristi bruciano monnezza e ci uccidono”.

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