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Corruzione nella Gdf, arrestati il colonnello Giaccone e un imprenditore

 Napoli. Una verifica fiscale ritenuta addomesticata in cambio di regali come orologi di valore e viaggi all’estero, New York e Parigi.

E’ la vicenda di corruzione al centro dell’inchiesta che martedì mattina ha portato all’arresto del colonnello Fabrizio Giaccone, dallo scorso giugno comandante della Guardia di Finanza dell’aeroporto romano di Fiumicino, e dell’imprenditore farmaceutico Nazario Matachione.

L’ordinanza ha raggiunto ancheil colonnello Fabio Massimo Mendella, già coinvolto nel primo filone delle indagini coordinate dai pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano con il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. I fatti si riferiscono al periodo in cui il colonnello Giaccone era in servizio a Torre Annunziata, dove aveva preso il posto di Mendella. Al centro delle indagini, i rapporti fra i due ufficiali e l’imprenditore.

ll colonnello Mendella era stato arrestato a Livorno dagli agenti della Digos di Napoli. Insieme a lui era finito in carcere anche il commercialista Pietro de Riu, di Napoli.Dall’indagine era emerso che alcuni imprenditori napoletani avrebbero versato oltre un milione di euro tra il 2006 ed il 2012 a De Riu, che faceva da tramite a Mendella, all’epoca responsabile verifiche e accertamenti del comando provinciale Guardia di Finanza di Napoli. Dal comando di Napoli Mendella era poi stato trasferito a Roma.

Subito dopo l’arresto di Mendella i pm si erano concentrati per capire se quello fosse un caso isolato o facesse parte di un sistema collaudato. Nelle indagini era emerso anche il nome diEmilio Spaziante, generale ora in congedo tra gli indagati dell’inchiesta sul Mose, e nel registro degli indagati era finito anche il generale Vito Bardi, comandante in seconda delle fiamme gialle, indagato per una vicenda collaterale.

Due settimane fa ilTribunale del Riesameaveva confermato l’arresto di Mendella per concussione. Secondo i giudici “le condotte tenute appaiono abituali e sistematicamente poste in essere strumentalizzando la sua pubblica e delicata funzione, con consumata abilità e pianificazione per un periodo prolungato, tali da assumere le caratteristiche dellaprofessionalità”.

Nell’ambito di un altro filone dell’indagine, che non coinvolge i due ufficiali, la Procura indaga anche sui rapporti che avrebbero consentito all’imprenditore Matachione di creare una sorta di monopolio a favore delle sue farmacie.

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