Campania

Camorra, sequestrati beni per 40 milioni a imprenditore colluso

 Caserta. I finanzieri del comando provinciale di Latina hanno sequestrato beni patrimoniali per un valore di circa 40 milioni di euro nei confronti di Michele Patrizio Sagliocchi, un imprenditore di Villa Literno operativo nel settore petrolifero ed immobiliare, …

… accusato di aver intrattenuto per oltre un ventennio relazioni stabili e continuative con il clan deicasalesi della camorra campana, considerato come “dominus” di numerose attività imprenditoriali.

Secondo diverse dichiarazioni di collaboratori di giustizia l’imprenditore sarebbe collegato con esponenti deicasalesifacenti capo a Michele Zagaria ed alla famiglia Bidognetti, ai quali avrebbe corrisposto a più riprese ingenti somme di denaro attraverso il cambio di assegni che gli veniva richiesto di volta in volta, una sorta di interazione paritetica tra Sagliocchi e la consorteria criminale che si traduceva in favori e protezioni.

L’attività investigativa ha consentito di acclarare, relativamente alle operazioni di cambio assegni, come venissero da lui svolte con una tale indifferenza da non preoccuparsi minimamente della provenienza illecita degli stessi così da inserire nel circuito legale contanti provenienti dai propri conti correnti. Sotto l’aspetto patrimonialeè stata individuata un’ evidente sperequazione tra le entrate e le uscite del Sagliocchi. Tra l’altro tale sperequazione ha assunto maggior valore considerando cheè frutto di patrimonializzazione “occulta” di ingenti capitali per contanti, attraverso l’acquisto di immobili e terreni, anche con il pagamento in “nero” del corrispettivo pattuito. Nell’operazione di polizia giudiziaria sono state approfondite anche una serie di segnalazioni per operazioni sospette previste dalla normativa antiriciclaggio nelle quali sono state evidenziate numerose anomalie su movimentazioni finanziarie risultate prive di qualsiasi giustificazione.

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Il provvedimento del Collegio per l’applicazione delle Misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere vede coinvolti anche la moglie ed i figli di Sagliocchi e 4 amministratori di società collegati all’imprenditore casertano.

L’operazione di polizia giudiziaria effettuata dal Gruppo di Formia ha consentito di sottoporre a misura ablativa l’intero patrimonio riconducibile a Sagliocchi ed al proprio nucleo familiare, composto da disponibilità finanziarie per circa 8 milioni di euro costituite da conti correnti bancari, conti postali, libretti di deposito, titoli e rapporti assicurativi, un’imbarcazione di lusso, 14 automezzi e l’intero patrimonio societario di varie società attive nelle province di Napoli e Caserta.

Le attività economiche venivano svolte sia nel settore immobiliare che nel settore del commercio all’ingrosso ed al dettaglio di prodotti petroliferi, dove si rileva la gestione di un deposito di carburanti e tre impianti di distribuzione stradale. Allo stesso modo sono state sequestrate partecipazioni in sei società operanti nei medesimi settori economici presenti nelle province di Napoli, Caserta e Benevento, nonché di una società con sede a Malta svolgente l’attività di locazioni immobiliari. Sono stati anche sequestrati 123 tra immobili, terreni e fabbricati nelle città e province di Napoli, Caserta, Roma e Latina.

In particolare, nel sud pontino a Formiaè stato eseguito il sequestro di un fabbricato acquistato ad un’asta fallimentare, per un valore di circa 600mila euro lasciato in locazione ad un centro medico diagnostico, mentre a Roma sono stati sequestrate tre unità immobiliari a Trastevere. Tra gli immobili sono oggetto di misura patrimoniale anche fabbricati di pregio come l’intera struttura del Cinema Posillipo di Napoli e il Palazzo Alois di Caserta.

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