Teverola

Ecotransider, Moretti: “O la Regione revoca autorizzazione o la chiudo”

 Teverola. “O la Regione revoca l’autorizzazione all’Ecotransider per il trattamento dei rifiuti umidi oppure mi vedrò costretto a chiudere l’azienda”.

E’ l’aut aut che il sindaco di Gricignano Andrea Moretti ha lanciato nel corso dell’attesissima audizione alla Commissione Trasparenza della Regione Campania tenutasi giovedì mattina per affrontare la problematica della puzza notturna che infesta anche i territori limitrofi di Carinaro e Teverola. Miasmi nauseabondi “addebitati” alla Ecotransider, azienda situata nella zona industriale di Gricignano che si occupa del trattamento dei rifiuti derivanti dalla frazione umida e finita al centro di proteste di cittadini e comitati, culminate in petizioni popolari e, più di recente, con il corteo “No Puzza” dello scorso 11 settembre.

Presenti all’incontro, moderato dalla presidente Giulia Abbate, la consigliera regionale Lucia Esposito, la delegata dell’assessorato all’Ambiente Norma Naim, Agostino Delle Femmine, responsabile dell’area territoriale Arpac Caserta, i sindaci Moretti di Gricignano, Annamaria Dell’Aprovitola di Carinaro e Biagio Lusini di Teverola. Per la Ecotransider presenti Giuseppe Ragosta, presidente, Manuel Luciani, amministratore giudiziario, l’avvocatoMassimiliano Bini, legale difensore dell’azienda, e il tecnico Marcello Monaco. Presenti, inoltre, Claudio Del Muro, funzionario del settore ecologia della provincia di Caserta, Antonio Mongino e Mario Mennillo della polizia provinciale di Caserta. Prima dell’avvio ufficiale dei lavori, la commissione ha ascoltato i rappresentanti dei comitati e associazioni del territorio, assieme al parroco di Carinaro don Antonio Lucariello, questi ultimi che poi hanno assistito all’audizione.

La presidente Abbate ha esordito proprio col riferire ai sindaci e ai vertici dell’azienda le richieste e le istanze delle parti sociali. Una vicenda “kafkiana” secondo la Abbate che si è chiesta perché, nonostante i numerosi interventi delle istituzioni e le diffide arrivate alla Ecotransider, il problema non si sia finora risolto.

A quel punto, ha preso la parola il sindaco Moretti che, oltre ad esporre le lamentele della popolazione, ha fatto presente di non escludere, dopo i falliti tentativi di dialogo con l’azienda, la possibilità di intraprendere la via giudiziaria nel caso in cui risultino preoccupanti i risultati delle analisi ambientali commissionate alla Seconda Università degli Studi di Napoli.

Quanto alle “prove” che la Ecotransider sia la “fonte” della puzza, Moretti ha sottolineato che, pur essendo presenti nella zona industriale diversi opifici dediti al trattamento dei rifiuti, la stessa EcoT sarebbe, per esclusione, l’unica responsabile dei miasmi notturni, poiché avvertiti sin dal primo giorno che ha iniziato a trattare l’umido. E ha ribadito che seppur la puzza non si nociva questa, tuttavia, inficia la qualità della vita dei cittadini.

Il primo cittadino gricignanese, poi, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, in particolare replicando al comunicato stampa inviato dalla Ecotransider pochi giorni dopo il “corteo anti-puzza” dell’11 settembre. Comunicato intitolato “La rivolta degli stolti” che criticava duramente i promotori della manifestazione ma soprattutto il sindaco Moretti. Rivolgendosi all’avvocato Bini, divulgatore del comunicato, seduto davanti a lui in audizione, la fascia tricolore ha definito quel documento “farneticante e delirante”, oltre che di stampo politico. “La politica la vada a fare al suo paese. E si porti anche i Ragosta, così ci fa una bella cortesia!”.

Ad intervenire, successivamente, il responsabile Arpac, Delle Femmine, il quale haprecisato che “l’Ecotransider è stata controllata numerose volte sia su disposizione della Regione Campania che su ordine delle autorità”. Risulta, inoltre, sempre secondo il responsabile dell’Arpac, “che nella maggior parte dei controlli effettuati nell’azienda sono state riscontrate irregolarità e violazioni delle norme penali e amministrative, e ad ogni controllo in cui venivano riscontrate anomalie tutti i verbali sono stati trasmessi alle autorità competenti. Ma nulla è accaduto”.

Si è parlato anche dell’utilizzo dello “scrubber”, impianto di trattamento rifiutisequestrato nell’azienda lo scorso anno dai carabinieri del Noe poiché dotato di un punto di emissione che non era stato ancora autorizzato dalla Regione. Argomento che però sarà approfondito, come annunciato, nel corso della prossima audizione.

A seguire l’intervento della delegata dell’Assessorato all’Ambiente, Naim, secondo la quale le diffide finora inviate alla EcoT potevano portare alla revoca delle autorizzazioni ma ciò sarebbe stato impedito dalle varie successioni alla poltrona che la stessa Naim occupa in Regione. La delegata ha comunque sostenuto che, pur se oggi sia sempre più difficile revocare un’autorizzazione, a partire da queste diffide sono già in corso i termini che porterebbero a tale obiettivo.

Da parte loro, i vertici dell’azienda hanno sollecitato la Regione a concedere la realizzazione dello scrubber e hanno ribadito di non essere i responsabili della puzza, sottolineando anche il vuoto normativo della legislazione italiana in ordine alla reale misurazione dei miasmi.

Tra batti e ribatti si è registrato un secondo intervento, ancora più incisivo, del sindaco Moretti che ha chiestoalla commissione “la sospensione dell’autorizzazione per quanto riguarda lo stoccaggio e il trattamento della frazione umida, di cui ai codici Cer 2001, 2008, 200302, 200201, fino all’adeguamento delle infrastrutture e all’adozione di un’autorizzazione Aia”. “E se ciò non dovesse accadere – ha concluso Moretti – con il potere definito dal Testo unico della legge sanitaria provvederò ad applicare le norme tese a prevenire il pericolo fino ad arrivare alla chiusura dell’opificio”.

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