Santa Maria C. V. - San Tammaro

Il film “Nisida” proiettato nel carcere sammaritano

 Santa Maria Cv. Riprendono gli appuntamenti con l’arte, la cultura e la musica nelle carceri campane. Un lungo “viaggio” di solidarietà che fa tappa nei diversi luoghi del dolore e della sofferenza della nostra regione.

Un modo per tendere la mano e non far spegnere la fiamma della speranza nel cuore di quelle persone alle quali la vita ha riservato un destino angosciante. Si mette dunque di nuovo in moto la “carovana” di spettacoli e serate varie “guidata” con la passione di sempre dall’Associazione Casmu, presieduta da Mario Guida, e dalla Rassegna Nazionale di Teatro Scuola PulciNellaMente, rappresentata dal direttore Elpidio Iorio. La prima tappa del dopo vacanze è fissata nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove martedì prossimo, 16 settembre, alle ore 15.30, si terrà la proiezione del docufilm “Nisida.

Storie maledette di ragazzi a rischio” e a seguire si terrà un incontro – dibattito con il regista e gli attori del film. Oltre a Casmu e PulciNellaMente per l’organizzazione dell’iniziativa hanno fortemente collaborato Antonio Letizia autore e regista teatrale (vincitore dei premi teatrale “Fuori dall’ombra”, “Leopardi” 2013 e “Libero Bovio” – giuria romanzi brevi) e naturalmente i vertici della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Carlotta Giaquinto, con il comandante commissario Gaetano Manganelli e il dottor Bruno Baccuni responsabile del progetto per i detenuti.

La pellicola, di cui è regista Enzo Acri, girata a Napoli tra Porta Capuana, Forcella e Borgo Orefici, annovera attori poco più che ventenni e provenienti da “zone difficili”. Il carcere di Nisida è stato ricreato invece in una masseria di San Pietro a Patierno per i due mesi di ciak.

La trama verte sulla vita quotidiana della prigione di Nisida ed i tentativi di riscatto dei ragazzi. Tra questi, spiccano due amici, arrestati non ancora maggiorenni per una rapina terminata con l’omicidio di un ragazzo, descritta in flashback. La madre del giovane ucciso, Maria Cacciapuoti (interpretata da Marinella Ferrandino), piuttosto che inveire contro gli assassini del figlio, dedica la sua vita al recupero di adolescenti a rischio, proprio nel carcere di Nisida.

Una madre coraggio che lancia un messaggio di amore e perdono. Mario Guida, da sempre impegnato con i suoi spettacoli per sostenere persone in difficoltà, emarginate, sofferenti e che vivono dolori particolari tra cui i detenuti specialmente quelli dell’Opg di Aversa, in questo film coglie molte tematiche a lui care e per questi motivi ha voluto che fosse proiettato un luogo dolorosissimo qual è appunto il Carcere di Santa Maria Capua Vetere.

A tal proposito sottolinea: “Ritengo doveroso esprimere il mio sincero plauso per l’uscita di questo straordinario film, arrivato già oltreoceano e premiato dalla San Francisco University. Conosco molti attori impegnati in questo lavoro cinematografico tra cui l’attore, autore, regista teatrale Antonio Letizia che interpreta il Sacerdote guida spirituale del carcere minorile di Nisida. Questi attori sono persone che con me girano tutto l’anno le carceri della Campania per portare attraverso l’arte un messaggio di speranza. E questo racconto vuole proprio sostenere l’impegno di noi tutti, ovvero quelli che credono nella possibilità di una Campania che sogna un futuro migliore. Anche se è descritta una storia violenta, nel film c’è un messaggio centrale molto cristiano. Una madre che accompagna al dolore il senso cristiano del perdono e del mettersi al servizio del recupero di questi ragazzi. Un messaggio alto per l’intera società che da un lato premia il lavoro del terzo settore, dall’altro lancia un monito a chi ci governa affinchè consideri che dal basso c’è una vivacità che non sempre viene colta da chi ha il dovere di farlo. Dunque con queste premesse organizziamo la proiezione per i detenuti nel penitenziario di Santa Maria Cv affinchè si crei un momento di riflessione e approfondimento su queste tematiche delicate e complesse ma anche di grande profondità spirituale”.

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