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10 anni dalla scomparsa di Denise, la lettera di mamma Piera

 Trapani. “Sono trascorsi dieci lunghi anni senza poterti vedere, senza poterti abbracciare e coccolarti come spesso facevo, mi manchi tantissimo”. Inizia così la struggente lettera di Piera Maggio, la mamma di Denis Pipitone in occasione del decimo anno dalla scomparsa della bambina.

Era il 1 settembre del 2004 a Mazara del Vallo scompariva la piccola Denise Pipitone. Nessuna traccia da allora. Il giorno della scomparsa non aveva ancora compiuto 4 anni e oggi ne avrebbe 13. La madre, Piera Maggio, non si è mai arresa nella ricerca della figlia.

Per la sparizione di Denise è stata indagata e sottoposta a giudizio la sorellastra Jessica Pulizzi, minorenne all’epoca della scomparsa della piccola. La ragazza, oggi 27enne, è stata assolta in primo grado dall’accusa di sequestro di minore.

L’appello è in corso. Per l’accusa Jessica avrebbe rapito per vendetta e gelosia la sorellastra, frutto di una relazione extraconiugale del padre Piero Pulizzi. Di seguito, la lettera integrale scritta da Piera per la sua piccola Denise:

“Ciao tesoro mio, tu forse non ti ricordi di me, io sono la tua mamma, mi chiamo Piera. Sono trascorsi dieci lunghi anni senza poterti vedere senza poterti abbracciare e coccolarti come spesso facevo, mi manchi tantissimo. Oggi sarai diventata una bellissima signorina di quasi quattordici anni, che sicuramente non conosce la sua vera identità. Ti chiami Denise, questo è il tuo vero nome, ti abbiamo fortemente voluta, sei nata a Mazara del Vallo in Sicilia, poi all’età di quasi quattro anni, delle cattive persone ti hanno portata lontano da noi, strappandoti dal nostro amore, facendoci soffrire lasciandoci nell’angoscia più totale.

Quando eri piccolina all’età di tre anni, ti piaceva tanto cantare, conservo ancora le canzoncine mentre lo facevi. I tuoi cartoni preferiti erano Hamtaro Piccoli Criceti e le sventure di Sophie, la mattina se non terminava la puntata non volevi andare alla scuola materna. Una volta hai voluto che ti comprassi “la bambola di vetro” così la chiamavi tu! si trattava di una bambola di porcellana, io non volevo fartela tenere fra le braccia per paura che si rompesse e ti facessi del male, non c’è stato nulla da fare era una delle tue preferite e l’hai anche chiamata Sophie, la protagonista del tuo cartone.

Ricordi, prima di andare a letto ti raccontavo la favola, tu recitavi le preghierine in compagnia del tuo angioletto Serafino, e dopo beatamente ti addormentavi senza troppe storie. Eri troppo forte e divertente quando facevi le imitazioni delle persone che più ti colpivano, e poi quella mania che avevi delle scarpe con i tacchi e le borse, se vedevi qualcuno che indossava delle scarpe che a te piacevano, allora gli chiedevi “me lo fai fare un giro?”.

Per non parlare della stranezza che provai quando un giorno tu, seduta a guardare la tv della domenica mattina, ti senti dire mentre guardavi la messa, che eri estasiata dal talare che indossava il prete che celebrava la funzione, cosa insolita per una bambina di quattro anni, ti piacque così tanto che commentammo insieme quale ti era sembrato più bello.

E poi da piccola eri una crocerossina perfetta, ti munivi di cotone intriso di l’alcool, ed eri pronta a curare gli altri, guai se notavi qualcuno di noi con qualche crosticina… Sempre nel 2004, esattamente nel mese di giugno, dopo aver partecipato al matrimonio di un parente, sei rimasta colpita dall’abito da sposa e dal velo nuziale, tanto da giocare con la tua cuginetta “allo sposo e alla sposa”, dicevi sempre che andavi al tuo “patrimonio” storpiando la parola, si! … perché nelle tue fantasie di bambina, un giorno ti saresti sposata per indossare il velo e l’abito che tanto a te piaceva. Ricordo con rammarico quella volta che ti ho dato qualche sculacciata, oggi per questo mi sento un po’ in colpa… Avrei tante altre cose da scrivere, non basterebbe una pagina, e quindi mi fermo qui!.

Adesso quello che ci rimane sono quei bei ricordi di una bambina tanto buffa e birichina che amava tanto parlare, sorridere e scherzare e che risultava molto più matura rispetto alla sua età, che sapeva esprimere tanto amore verso chi gli voleva un bene dell’anima. Denise, sei sempre nei nostri pensieri, nei nostri cuori, hai lasciato un vuoto immenso in noi, manchi tantissimo al tuo papà e a tuo fratello che ha tanto sofferto la tua assenza. Oggi il dolore ha assunto un retro gusto di rabbia e frustrazione, per tutto quello che è successo in questi anni. Tante sono le persone che ti vogliono bene, ma anche quelle che hanno voluto che questo male continuasse e agisse nel silenzio…

Noi siamo qui ad attendere con speranza il tuo ritorno, vogliamo giustizia per coloro che questo male abominevole e disumano lo hanno procurato! Io non mi arrendo, noi non ci arrendiamo! E assieme a me, tutte le persone che ti vogliono bene e che attraverso noi, hanno imparato a conoscerti!!! Ovunque tu sia spero che tu stia bene e che ti senta amata come avremmo fatto noi.

Non so dove, non so quando, io ti riabbraccerò! TI VOGLIAMO UN MONDO DI BENE! P.S. Denise, se ho suscitato in te un qualche ricordo o se ti riconosci in quello che ho scritto, mettiti in contatto con noi! La tua mamma, Piera Maggio (Pietra)

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