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“Non siamo quelli di Mi Fist”: il ritorno dei Club DOgo

 L’uscita del loro terzo album è prevista per il 9 settembre: a due anni di distanza, i Club Dogo ritornano con musica inedita.

Un piccolo cambiamento percorre la loro musica, ma non la loro sostanza, pur rispettando le grandi aspettative del pubblico. “’Non siamo più quelli di Mi Fist. E’ ovvio che siamo cambiati – ha spiegato Guè Pequeno, presentando le nuove canzoni insieme a Jake La Furia e Don Joe – ma credo che il disco mantenga le aspettative alte che ci sono, è un grossissimo lavoro, non saremo più quelli di ‘Mi Fist’ ma dei pesi massimi del rap italiano”.

E dire che di contaminazioni, i rapper ne hanno inserite nell’ultimo album. Dal duetto con Arisa in “Fragili” alla collaborazione con Lele Spedicato dei Negramaro in “Sayonara”, una grande varietà di suoni e generi, attraversa le 14 tracce del disco, scritto e registrato a Los Angeles.”Ci sono episodi in cui rap incontra trap e reggae e altri generi, un disco stramoderno con sonorità fortissime, la sua forza è proprio quello”. Il tour partirà il 5 dicembre e ha già una decina di date confermate: “Adesso il rap si è ritagliato con le unghie un posto nella musica pop – ha concluso Jake la Furia – fa parte della cultura musicale italiana a tutti gli effetti, era ora. In Europa succede da 20 anni, finalmente ce l’abbiamo fatta anche qua”.Ma quando arriva il successo, nemmeno i rapper sono esenti dalle critiche. Ed ecco che su di loro comincia a scagliarsi l’ira e l’invidia di chi li accusa di essersi venduti al sistema.

E loro rispondono prendendo in giro chi ci prende in giro. Non a caso il loro nuovo disco si intitola non siamo quelli ci “Mi Fist”.

Guè Pequeno, Jake La Furia e Don Joe non sentono di avere messaggi da mandare: “Noi non vogliamo dire niente, solo fare giochi di parole, incastri di suoni. Se poi si creano testi che entrano nel cuore tanto meglio, ma noi non sentiamo responsabilità. I nostri fan speriamo che non ascoltino noi, ma i loro professori”, e questa frase è talmente incredibile da far pensare che davvero forse sì, non sono più quelli di allora.

“Non siamo misogini”. Arrivano addirittura – loro, accusati di maschilismo per come hanno trattato le donne in certe canzoni – a descrivere inLisacon toni accorati la vita di una prostituta. “Ma chiariamo, noi non siamo misogini, questo ce l’hanno detto le femministe ed è come se dei talebani ci accusassero di blasfemia. Abbiamo solo riportato episodi reali parlando di un certo tipo di donne. Se abbiamo usato parole forti è perché parlavamo di Vallettopoli. Insomma, zoccole lo abbiamo detto a donne che lo erano, non a tutte le donne”.

In questa canzone c’è un campionamento diLisa dagli occhi bludi Mario Tessuto, e non è l’unico. Spuntano ancheSoldi soldi soldidi Garinei e Giovannini cantato da Betty Curtis,Overdose d’amoredi Zucchero (“ci piaceva che usasse l’espressionezio, tipica di noi rapper”) eUn cuore con le alidi Ramazzotti, che spiccava nel primo singolo,Weekend, uscito già in estate, che ha creato molta attesa per il disco. Campionamenti sorprendenti come le collaborazioni, in primis quella con Arisa inFragili: “Ha una gran voce, è simpatica, certo poteva venire fuori una schifezza, ma ci piaceva che pur cantando pop si interessi di ogni genere, senza snobismi”.

Tra i loro progetti futuri, vista l’argomentazione delle loro canzoni, non rientra Sanremo: “Rispettiamo chi ci va, ma è roba vecchia, da chi è a fine carriera, per grattare il fondo del barile, non fa per noi”.

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