Esteri

Ucraina, Mogherini: “Putin viola gli impegni presi”

Federica MogheriniBruxelles. Nella sua prima uscita dopo la nomina a responsabile degli Esteri per l’Unione Europea, Federica Mogherini, critica duramente Putin ma avverte che l’unica via per uscire dalla crisi ucraina resta quella diplomatica.

In un’intervista al Corriere della Sera l’attuale ministro degli Esteri italiano (lo resterà fino a novembre, quando la nuova commissione europea si insedierà) afferma che il presidente russo “viola gli impegni e va contro gli interessi del suo popolo”, eppure per risolvere la crisi in Ucraina “l’unica strada resta la diplomazia”.

Secondo Mogherini “è interesse dell’Ucraina, dell’Europa e della Russia che la crisi abbia una soluzione politica e non una soluzione militare, che semplicemente non esiste”. E anche se Putin ipotizza trattative sullo “status” delle regioni orientali ucraine, Mogherini ribadisce che è essenziale sostenere il principio che “un Paese possa scegliere l’opzione europea senza per questo danneggiare o minacciare la Russia”.

“La diplomazia non ha alternative – prosegue Mogherini – e le sanzioni sono uno degli strumenti a disposizione di questa politica. Ma devono far parte di una strategia complessiva che forse a volte è mancata”. Quanto alle critiche di chi la ritiene troppo giovane e priva di esperienza per un incarico così delicato come la guida della diplomazia europea, il ministro taglia corto: “La mia rete di contatti non è fatta di ex premier, ma forse di futuri premier: c’è una nuova generazione europea, cresciuta insieme dopo la caduta del Muro di Berlino, in Francia, Spagna, Romania e altri paesi d’Europa. E sono persone con le quali c’è una quotidianità di scambi – di sms, per esempio – che non passa attraverso protocolli ufficiali, ma crea una familiarità che aiuta a creare dinamiche nuove”.

Che i rapporti tra Europea e Russia sono ormai tesissimi è testimoniato anche da un retroscena pubblicato su Repubblica che racconta cosa si sono detti i capi di Stato durante il vertice europeo di sabato. Di fronte a una Merkel, descritta come “infuriata con Putin”, che avverte come dopo all’Ucraina la voglia espansionista russa potrebbe coinvolgere anche i paesi baltici, Josè Manuel Barroso riporta un colloquio avuto con il capo del Cremlino in cui quest’ultimo afferma: “Se voglio in due settimane mi prendo Kiev”.

Ma, continua il retroscena di Repubblica, i paesi europei sono spaccati di fronte all’atteggiamento da avere con Mosca. Da un lato paesi come Ungheria, Cipro e Slovacchia, che hanno forti legami economici con la Russia spingono alla cautela, dall’altra invece i baltici e la Gran Bretagna che invece vogliono dare un segnale forte a Mosca. Alla fine viene deciso di aspettare sette giorni, in attesa di una risposta da Mosca, prima di passare alle sanzioni di terzo livello.

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