Caserta

De Crescenzo: “Le parole di Iarrobino piene di recriminazioni”

 Caserta. Non siamo sorpresi dalle esternazioni del consigliere Iarrobino. La politica italiana è talmente piena di equivoci da farci temere che ne possa insorgere qualcuno anche tra i nostri amici e concittadini.

Questo sospetto ce lo ispirano le parole del consigliere Iarrobino piene di esplicite o sottintese recriminazioni. Cosa succede politicamente, lo abbiamo sotto gli occhi anche noi, e anzi siamo noi che giorno per giorno affrontiamo il fluire dei percorsi politici, confrontandoci in consiglio e nelle altre sedi istituzionali e non a bassa voce.
Abbiamo creduto nella scelta che facemmo di eleggerlo a presidente del Consiglio e non abbiamo rimorsi. Quella che facemmo non fu una scelta sbagliata. Il modo però in cui si è arrivati a queste esternazioni è mortificante per chi ha improntato sulla schiettezza e sulla lealtà il proprio agire politico.
Non si comprende innanzitutto con chi o con quali soggetti politici si voglia relazionare Iarrobino con gli estemporanei sodali. Forse ad una specie di Direttorio o Gran consiglio che presieda ad “un accordo programmatico”.Ma questo organo non esiste: proprio questo forse è il guaio. Avesse un recapito o un numero di telefono, si riunisse alla luce del sole, comunicasse al pubblico i suoi diktat, sapremmo almeno con chi farcela e rifarcela.
Siamo contro questo tipo di comunicazione che non comunica. Una comunicazione nemica delle idee, perche le è essenziale dissolvere tutti i contenuti per auto affermarsi. Una carenza di proposte che ha come conseguenza il non agire. Noi siamo per una alternativa incentrata su un modo di fare basato sulla memoria e su un disinteresse interessato che non fugge o nasconde ma si impegna con coerenza verso i problemi che ci attanagliano. Non capiamo il senso di chi, isolato,si autoreferenzia e non ritiene di allargare i confini che si è dato alla propria azione scoordinata.
Non importa, siamo pronti ad appoggiare anche costoro. Appoggeremo qualunque forza politica nell’interesse della città, purché provvista di ineccepibile metodo civile e democratico. Saremo pronti ad appoggiare il diavolo se venisse col suo forcone a rimescolare le acque di questa morta gora in cui si tenta di affogare per interessi particolari financo ogni tentazione di corretto confronto.
Se nemmeno il diavolo intervenisse saremmo costretti a ripetere il ragionamento fatto ad inizio consiliatura che ha portato ad eleggere la seconda carica istituzionale col voto della sola maggioranza con ‘Caserta più’ e gli attuali assessori allora consiglieri che Iarrobino vuole sfiduciare.
La cittàè in difficoltà e non da oggi. Lo sapevamo quando abbiamo scritto il programma sottoposto agli elettori. Mettersi alla finestra e pontificare non serve a nessuno. Noi ci adoperiamo in ogni questione in piena scienza e coscienza, orgogliosi della nostra storia e moralità che trova radici solide e riconosciute. Si devono assumere per contro atteggiamenti non equivoci e demagogici. Lavorare, lavorare e parlare molto meno. Dedicare intere giornate alla città e non limitarsi a sporadiche e disinformate esternalizzazioni. Abbiamo infatti il dovere di chiedere a nome della città lumi su questa dichiarata posizione di non-sfiducia.
Abbiamo il diritto di apprendere direttamente il pensiero da chi crede di poter costituire una maggioranza con il voto di astensione. Noi non ci facciamo questo tipo di illusioni. Sappiamo benissimo che la rottura col proprio partito è una scelta grave ed anche pericolosa tanto da essere lasciata segreta a tutti e ritenuta di dover essere annunciata solo con colpo di teatro. Un pericolo che vede solo chi ha idee confuse e proviene non si capisce bene da chi o da cosa, ma sappiamo altrettanto bene che nel caso bisogna dimostrarsi decisi al di là del politicamente corretto.
Non si può che solo sperarecon questi atteggiamenti,in una partenza democratica, introducendo nelle attività tradizionali della politica una deviazione aberrante che consente di rivolgersi direttamente al pubblico. La bacchetta magica che vuole trasformare l’inconcludenza, la ritrattazione e la confusione da fattori di debolezza in prove di forzacerca di dare anche in questo caso un ruolo a chi sostituisce l’educazione e l’istruzione, la politica e l’informazione con la comunicazione.
Il consiglio che rivolgiamo a tutti e l’impegno che ci diamoè questo: agire con prudenza, senza salti in avanti senza iniziative individuali e nevrotiche in spregio agli impegni presi, altrimenti per isolati atteggiamenti e solipsismi eper chi li adotta e chi li subisce non ci sarà più niente da fare nemmeno la dissidenza.
Il consigliere comunale Antonio De Crescenzo

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