Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Il “male del secolo” porta via Raffaele a soli cinque anni: Casale in lutto

 Casal di Principe. Ha instancabilmente combattuto fino all’ultimo come un vero uomo, faccia a faccia, contro quel male più grande di sé che lentamente, in circa trentaquattro mesi, lo ha divorato, fino all’alba di domenica scorsa, quando a seguito di un improvviso malore i familiari lo hanno trasferito all’ospedale “Santo Bono di Napoli”, dove per i sanitari del pronto soccorso ogni tentativo di rianimarloè risultato vano.

Alle 4 di lunedì il piccolo cuoricino ormai stremato e affaticato ha cessato di battere. Erano in molti gli amici di famiglia del povero Raffaele Piccolo che, sin dalle prime ore della giornata di lunedì si sono radunati sotto l’abitazione di via D’Annunzio. Lo conoscevano in tanti. Gli volevano tutti bene. Hanno voluto così rendere l’ultimo saluto a quel “bambino d’oro”, ma anche portare il proprio cordoglio a mamma Vincenza Giordano, una laboriosa casalinga, e a papà Domenico, operaio edile, impietriti dal dolore per questa terribile scomparsa.

Un tragico epilogo, un altro dolore colpisce al cuore l’agro aversano e Casal di Principe per la perdita del piccolo Raffaele, ucciso a soli cinque anni dal “male del secolo”. Sono centinaia i messaggi lasciati sui social network per lui. Raffaele era amato da tutti per il suo incredibile modo di affrontare la vita. Un piccolo uomo con un’energia infinita che ha risposto con il sorriso a tutto quello che il destino gli ha riservato. Raffaele è stato in grado di portare momenti di gioia nelle giornate di chiunque abbia avuto la fortuna di trascorrere del tempo con lui.

Questi solo alcuni dei messaggi degli amici: “Sei entrato come un fulmine nelle nostre vite e come un fulmine sei andato via” – “Raffaele era e resterà l’emblema della forza, una sorgente in commisurabile di vita e di felicità”- “Ciao Cucciolo rimarrai sempre nei nostri cuori, buon viaggio”.

Dopo leprocedure di rito per l’esame autoptico è stata concessa l’autorizzazione per il trasferimento della salma da parte dell’istituto di medicina legale ai familiari. Da lì a poco, il corpicino adagiato in una piccola bara bianca, è stato trasferito a Casal di Principe. Alle 17 il feretro, portato a spalla, attraversando le strade del centro cittadino, è giunto nella chiesa Maria S.S. Preziosa.Ad aprire il corteo funebre vi erano un fiume di bambini con in dosso le magliette bianche, con sopra una scritta: “Raffaele vive in noi!”.

Il rito è stato officiato dal parroco don Delio Pellegrino che durante l’omeliaa stenti è riuscito a trattenere la commozione e a trovare le giuste parole per una mamma ed un papà lacerati dal dolore. Proprio a lor si è rivolto dicendo di “avere fede in Dio e in Maria affinché questi accolgano tra le loro braccia l’anima di quel piccolo Angelo stappato prematuramente alla vita. Da questo venerdì santo che stiamo vivendo, solo attraverso la Madonna, madre di tutte le madri, l’uomo può ripartire prima che la sofferenza distrugga nel più profondo dolore un’intera famiglia”.

Una famiglia perbene, stimata e apprezzata da tutti in paese. All’uscita dalla chiesa, la piccola bara bianca è stata salutata da un interminabile applauso e dal volo di un centinaio di palloncini bianchi, e tanti striscioni: su uno la foto del piccolo Raffaele euna scritta: “Ciao Raffaele, un fiore reciso troppo in fretta e il dolore di non poterlo più accarezzare. Il tuo ricordo ci accompagnerà sempre lungo il nostro cammino. Riposa nelle grazie di Dio”.

Una tragedia, quella che lacera il cuore della famiglia Piccolo, che rivede un’intera comunità cittadina provata, che con la presenza cerca di dimostrare il proprio affetto e il cordoglio ad una famiglia che per trentaquattro mesi instancabilmente, istante dopo istante, battito dopo battito, respiro dopo respiro, ha combattuto contro tutte le avversità di un male in debellabile che per fatalità si è ritrovata distrutta.E di una Casale che, a distanza di soli pochi giorni dalla tragica morte del 24enne Costantino Corvino, perde un altro figlio d’oro.

La morte del piccolo Raffaele riporta l’attenzione sul problema dei decessi per patologie neoplastiche nella cosiddetta”Terra dei Fuochi” e l’eventuale incidenza della contaminazione dell’acqua, della terra e dell’aria dovuta alla presenza di sostanze tossiche. L’hinterland di Casal di Principe è tra le aree maggiormente colpite da tale rilevanza in provincia di Caserta, senza che al momento, però, esistano prove concrete della causa diretta di tale rilevanza.

Il sacrificio di questo piccolo angioletto sottolinea, tra i momenti di alta tensione, dolore e rabbia, un ennesimo paradosso nel paradosso che proietta alla luce i tratti in ombra di un territorio espropriato e lottizzato da un “sistema”, per decenni abbandonato a se stesso, in un’unica incessante emergenza, suddivisa in tre momenti, prima ambientale, poi sanitaria, ed in fine cimiteriale, che oggi, come per magia, a seguito di assegnazioni troppo facili e gestioni troppo superficiali, determina l’esaurimento totale dei loculi e successivamente anche degli spazi adibiti a fosse al posto delle edicole funerarie. E’ proprio per l’emergenza la piccola bara bianca di Raffaele, per volere del sindaco Renato Natale, è stata sepolta nella cappella di famiglia dello stesso primo cittadino. Mentre in tutto questo la neo amministrazione comunale sul problema cimitero, in via emergenziale, fa sapere di aver già individuato una soluzione temporanea in attesa di quella definitiva.

di Raffaele Della Corte

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