Carinaro

Torino: “Basta con il Pd degli antagonismi interni”

Armando TorinoCarinaro. Sono passati quasi tre mesi dal commissariamento della sezione Pd di Carinaro e quello che abbiamo prodotto è stato mettere la domenica il banchetto per il nuovo tesseramento, così inizia la corsa insalubre a chi fa più tessere.

Come se quello che è successo durante l’elezione amministrativa fosse cosa di poco conto, senza nemmeno fare un minimo di riflessione come si fa in tutte le sezioni di partito, con un’assemblea degli iscritti. Si chiama “chiarimento politico”.

Le dimissioni del segretario Biagio Masi erano inevitabili, dopo quello che era successo, cioè che una parte della sezione si prodigasse a costruire insieme ad altri un’alternativa politica non in sintonia con il partito.

Nascerà e vincerà le elezioni un’amministrazione, con il sindaco e altri due consiglieri tesserati Pd che sia il segretario e metà del direttivo non hannoné partecipato alla formazione né ratificato. Ora, per non farla troppo lunga, visto che il segretario ha ritenuto opportuno dimettersi, per i motivi di cui sopra, personalmente confidavo nel commissario cittadino affinché intavolasse una serie di incontri nella sezione, per stemperare un po’ il clima politico. Così non è stato, o non c’è stato il tempo. Non è meglio dialogare che fare frenetiche corse alla tessere?

A che serve un segretario eletto con 5-10 tessere in più? I problemi rimarranno sul tavolo, irrisolti e forse accentuati, bisogna costruire un cammino dove il Pd sia protagonista, affrontando le problematiche del territorio, ambiente, occupazione, economia, il futuro dei giovani, insediamenti industriali, privilegiare nella zona Asi, rimanere nella zona Asi o uscire, quali prospettive per il futuro. Questo è il Pd che voglio, non il Pd degli antagonismi interni. Le censure fanno parte del passato, siamo uomini liberi, la libertà è fatta nell’apprezzare le idee degli altri, le idee e le critiche costruttive arricchiscono.

Tutti noi abbiamo commesso errori, siamo però dirigenti responsabili, trasformiamo gli errori in positività. Possiamo e sappiamo trovare, se lo vogliamo, un sentiero dove camminare uniti per trovare convergenze comuni.

Il commissario apra un tavolo dove possono sedersi le varie sensibilità della sezione per produrre un documento politico/programmatico, scritto a più mani, dove ognuno possa riconoscersi. Possa essere questa riflessione per tutti noiaffinché il dialogo e il convivere civile possano prendere il sopravvento sull’astio e leincomprensioni e ci veda camminare insieme per un Pd sempre più grande e al servizio del popolo.

Se devono continuare le scaramucce tra Orazi e Curiazi, invece che privilegiare il dialogo, qualcuno non è interessato. Bisogna continuare a lavorare per il proprio paese ma lontano da incomprensibili e insignificanti diatribe interne. Le elezioni sono finite, facciamo emergere il dialogo, le differenze, le diversità sono una ricchezza, non un pericolo.

Armando Torino

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