Campania

Ciro Esposito, spunta il video dell’omicidio a Tor di Quinto

 Napoli. A quattro mesi dai tragici fatti avvenuti prima della finale di Coppa Italia, a Roma, tra Napoli e Fiorentina, spunta un video amatoriale che mostra il tifoso azzurro Ciro Esposito soccorso dagli altri ultras dopo essere stato sparato davanti al Ciak Village, nella zona di Tor di Quinto.

Un filmato,di circa due minuti e mezzo, girato col telefonino da un tifoso, giàascoltato dagli investigatori impegnati sulla morte del giovane di Scampia della quale è accusato l’ultrà romanista di estrema destra Daniele De Santis.

Ma le immagini sono state consegnate solo mercoledì dai genitori di Esposito alla Questura di Napoli, non a quella di Roma, che indaga sull’accaduto ma che, sembra, non fosse a conoscenza del video, acquisito solo ora dalla Digos capitolina. “Secondo quanto si è appreso, gli investigatori stanno vagliando le sequenze per accertare se si tratti di immagini già in loro possesso”, fa sapere l’agenzia Ansa.

Dalle immagini si può sentire uno sparo e, subito dopo, si vede Ciro Esposito trascinato lontano dal luogo della sparatoriadai ragazzi che erano con lui: gli tolgono lo zainetto dalle spalle, provano a slacciargli jeans e giubbotto. Lui è ferito ma ancora reattivo, alza le mani, le porta al volto. Gli altri tifosi vanno nel panico, aspettano l’arrivo dei soccorsi. Poi interviene un’auto della polizia, alcuni si allontanano.

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Intanto, il padre di Ciro, Giovanni, si sfoga sulle colonne del Mattino: “Non capisco perché quell’agente di polizia che scende dall’auto non si precipiti subito ad aiutare mio figlio. Non lo ha nemmeno guardato, ha girato intorno alla vettura a cercare qualcuno ma non a dare una mano al mio ragazzo che era lì a terra. Neppure uno sguardo gli hanno degnato. Perché non ha preso da terra mio figlio, non se lo è caricato a bordo e portato velocemente in un pronto soccorso? Invece è passato un’ora fino all’arrivo dell’ambulanza”. “Ma non capisco anche altro. – continua Giovanni – Perché con la stessa rapidità non è intervenuta un’ambulanza? Io sono sicuro che con dei soccorsi più tempestivi mio figlio si sarebbe potuto salvare”.

Il padre della vittima si chiede anche “perché quando sono arrivati i soccorsi il primo ad essere trasportato in ospedale è stato De Santis anche se le sue condizioni non erano chiaramente così gravi come quelle di mio figlio? E poi perché De Santis al Gemelli e mio figlio al San Pietro dove non c’è una sala di rianimazione. E si è così perso altro tempo”. “Penso che lo Stato quel giorno non ha funzionato. – sostiene Giovanni Esposito – Altrimenti mio figlio oggi sarebbe qui”.

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