Aversa

D&T: “A noi interessa la Maddalena”

 Aversa. L’Asl di Caserta vuole vendere il complesso della Maddalena e per farlo ha una sua strategia. Chiediamo all’Asl di chiarire sino in fondo qual è questa strategia e che idea di valorizzazione ha della Maddalena, …

…nella consapevolezza che essere la proprietaria dello storico complesso non significa poterne disporne senza darne conto a comunità locali che hanno su di esse degli interessi superiori radicati nelle propria storia e identità locale.

La Maddalena è una parte fondamentale della storia di Aversa. A noi interessa perché è un bene comune da trasmettere alle generazioni future. I beni comuni, infatti, non sono solo quelle risorse non riproducibili e necessarie a tutti (acqua, ambienti, etc.) e che possono essere anche oggetto – purtroppo – di appropriazione privata. I beni comuni comprendono anche il capitale sociale, le regole, le tradizioni, la storia delle istituzioni; sono tutti i beni materiali e immateriali che non sono mercanteggiabili. Un bene si qualifica come comune per la funzione che svolge nella società. La Maddalena ha tutte queste caratteristiche e molte potenzialità inespresse.

La Maddalena è una delle peculiarità della città di Aversa, insieme all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, tuttora in funzione. Le due aree manicomiali devono essere restituite alla città, al territorio circostante e al complesso dei beni architettonici, artistici e ambientali del nostro Paese.

Una città con due aree manicomiali e una storia millenaria, può permettersi il lusso di far pensare ad altri il proprio futuro solo in termini di spazio, mattoni, affitti e mercato?

No. Perché quei luoghi che sono stati aree di reclusione, di contenimento della diversità e della malattia, teatri di vissuti personali drammatici e dolorosi, devono rinascere a nuove funzioni, diverse da quelle che sono state in passato. Luoghi in cui si esercitano le arti e le scienze, luoghi della promozione dei diritti umani e dello sviluppo integrale della persona, luoghi da recuperare per favorire una società inclusiva e accogliente, in una dimensione che non è più locale ma nazionale e internazionale.

Nel Consiglio comunale aperto convocato per discutere sul futuro della Maddalena è emerso che sulle aree ex manicomiali c’è un vincolo inserito nella Legge Finanziaria del ’95. Il vincolo impone agli enti proprietari di tali strutture di destinare i ricavi ottenuti dalla vendita ad attività per la tutela della salute mentale. Un scopo nobile ma noi vogliamo evitare che la Maddalena vada in mano a privati senza scrupoli.

Oggi in quell’area ci sono esperienze che sembrano piccole, ma che invece sono fiammelle di speranza accese e vive che testimoniano che è possibile ripensare in modo creativo una nuova funzione per quegli spazi e quei manufatti. Questo nonostante l’onta subita dalla nostra comunità del mobilio e delle suppellettili di pregio prelevati e portati a Caserta, negli uffici dell’Asl.

A noi interessa che il bando dell’Asl venga ritirato e che la strategia di dare una valorizzazione economica alla Maddalena sia ripensata non da pochi, ma da molti.

A noi interessa costruire un’ampia esperienza di partecipazione dei cittadini e di vera assunzione di responsabilità dei loro rappresentanti nelle istituzioni che, è bene ricordare, sono i Consiglieri Comunali, il Sindaco, i Consiglieri provinciali, quelli Regionali, il Presidente della Regione, i Deputati e i Senatori eletti nei nostri collegi, il Governo e i Deputati al Parlamento Europeo da poco eletti. Non ci interessano, però, le passerelle. Per favore, non le fate.

Ci interessa celebrare nel 2022 i primi mille anni di storia di Aversa e raccontare a noi e ai nostri figli che siamo riusciti a offrire loro una città che, anche se in ritardo, ha saputo aver cura della sua storia e che per questo sarà diventata un po’ più solidale, ospitale e vitale.

L’associazione politico-culturale “Democrazia e Territorio”

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