Italia

Riforme, M5S lascia l’Aula: “Boschi non ci ha voluto vedere”

 Roma. Clima teso al Senato. Dopo le proteste da parte delle opposizioni, uscite dall’Aula e rientrate solo dopo il richiamo di Grasso, il dibattito sugli emendamenti alla Riforma procede a singhiozzo.

E sembra non servire l’apertura del ministro Boschi a valutare alcuni cambiamenti al testo di riforma del Senato. Cresce infatti il dissenso. Dopo l’interruzione dei lavori, ripresi alle 16, la Lega non rientra a Palazzo Madama e resta sull”Aventino’. E lascia nuovamente l’Aula anche il M5S, con il capogruppo Vito Petrocelli che sottolinea come il ministro delle Riforme abbia incontrato le altre opposizioni ma non abbia “voluto” vedere i grillini. Per questo, il Movimento diserterà le riforme.

Solo Sel, tra le forze di opposizione che contrastano il ddl riforme costituzionali, ha deciso di restare in Aula al Senato e partecipare alle votazioni sugli emendamenti all’articolo 2. Il giorno dopo la bagarre notturna costata la lussazione della spalla alla senatrice di Ncd Laura Bianconi, a conclusione di una seduta segnata dal ko del governo, resta incandescente l’aria in Senato.

Per provare a distendere il clima in giornata è intervenuto anche il ministro delle Riforme: “Manteniamo la disponibilità del governo al dialogo e al confronto su alcuni temi rimasti aperti” e inerenti agli articoli superiori al 2, ha detto.

La discussione sugli emendamenti alla Riforma del Senato è stata aperta alle 9.30 dal presidente Grasso, che si è subito rivolto alla senatrice ferita ieri, giovedì 31 luglio: “Volevo salutare la senatrice Bianconi, siamo felici che il suo infortunio sia meno grave del previsto” ha detto la seconda carica dello Stato. Bianconi ha spiegato di essere stata colpita da un esponente della Lega durante i tafferugli in Aula. E ha aggiunto: “L’ostruzionismo c’è sempre stato, ma a questi livelli non lo avevo mai visto”.

“Simili comportamenti non saranno più consentiti” ha precisato Grasso rivolgendo un preciso richiamo ai senatori della Lega Nord responsabili di aver “causato disordini impedendo i lavori dell’Assemblea” con una “condotta inaccettabile”, che “mina la dignità del Senato”.

Il presidente del Senato ha annunciato sanzioni per i responsabili dei tumulti e ha aggiunto: “Ho tollerato fin troppo. Non accetto più allusioni e insulti alla conduzione della presidenza, da tutti. Al primo accenno, farò un richiamo all’ordine, cui ne seguiranno altri, dopo di che ci sarà l’espulsione dall’Aula”.

Immediata la reazione delle opposizioni che hanno abbandonato i lavori per qualche ora. “Ritiriamo le tessere” è stata la protesta inscenata dal M5S.

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