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Pil, anche Germania e Francia frenano. Renzi: “Problema Eurozona”

 Roma. Battuta d’arresto per le principali economie europee. La Germania vede nel secondo trimestre del 2014 arretrare il proprio Pil dello 0,2%, peggio di quanto previsto dagli analisti che si aspettavano un -0,1%, mentre tutta la zona Euro, Francia in testa, registra una crescita zero nello stesso periodo.

L’economia tedesca arretra così per la prima volta dal 2012. L’istituto nazionale di statistica Destatis sottolinea che “una delle ragioni è stata probabilmente il clima estremamente mite che ha portato ad alti tassi di crescita all’inizio dell’anno”. Ma la contrazione del prodotto interno lordo è legata anche all’andamento del commercio estero, che subisce forse gli effetti delle tensioni con la Russia, uno dei principali partner economici tedeschi.

Il premier italianoMatteo Renziha commentato i dati (nel corso del suo tour per le città del sud) levandosi qualche sassolino dalle scarpe dopo le polemiche per il Pil dell’Italia (a luglio -0,2% come la Germania). “Non c’è una situazione di crisi dell’Italia rispetto all’Eurozona che viaggia a velocità doppia: questo è accaduto in passato, ora la situazione è cambiata, l’intera Eurozona vive una fase di stagnazione”, ha detto Renzi.

Per quanto riguarda l’Unione Europa a 28, riporta Eurostat, ha registrato, sempre nel secondo trimestre, una crescita dello 0,2%.In Italia nel secondo trimestre il pil ha registrato un calo dello 0,2% (-0,1% nel primo) rispetto al trimestre precedente.

A ristagnare è anche l’economia francese. Secondo la stima preliminare, comunicata dall’ufficio statistico Insee, nel secondo trimestre il Pil è rimasto invariato, a fronte di una previsione di una crescita dello 0,1%. Intervistato sulle pagine di Le Monde, il ministro delle Finanze Michel Sapin ha annunciato che il Pil quest’anno salirà dello 0,5%, rispetto alla previsione di +1% precedente. Ridimensionate anche le previsioni di crescita per il 2015, che passano da un +1,7% a +1,0%.

Alla luce di questi numeri, ha spiegato il ministro francese, verrà compromesso anche l’obiettivo di riportare il disavanzo sotto il tetto del 3% nel 2015. Sapin ha quindi rivolto un appello all’Ue affinché allenti il rigore sui conti, adattando il ritmo del taglio del deficit alla congiuntura economica. Appello della Francia anche alla Bce perché adotti tutte le misure possibili contro lo spettro della deflazione.

Ma a frenare le richieste francesi arriva il bollettino mensile della Bce che ricorda come i paesi dell’Eurozona dovrebbero “procedere in linea con il Patto di stabilità e crescita senza vanificare i progressi conseguiti”, risanando i bilanci “in modo da favorire l’espansione economica”. “Le riforme strutturali – ricorda inoltre l’Eurotower – dovrebbero mirare innanzitutto a promuovere gli investimenti e la creazione di posti di lavoro”.

La Bce ribadisce anche di essere pronta a “ricorrere anche a strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato”.

Per quanto riguarda le prospettive future, secondo la Bce i dati disponibili, che risalgono al 6 agosto, indicano “il protrarsi di una ripresa moderata e disomogenea” dell’Eurozona. E continua sostenendo che “i rischi per le prospettive economiche restano orientati al ribasso” e citando in particolare la situazione geopolitica e la situazione dei mercati emergenti.

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