Italia

Ddl Boschi, lavori riprendono lunedì. Grillo attacca Renzi

 Roma. “Da parte di Renzi non c’è nessuna apertura”. Così, il leader M5S Beppe Grillo all’indomani del primo via libera dell’Aula di Palazzo Madama, dopo giorni di caos e stallo, all’articolo 2 del ddl Boschi, cuore della riforma del Senato, che riduce a 100 i parlamentari e archivia l’ipotesi dell’elezione diretta.

Un via libera arrivato senza però grillini e Lega, che hanno abbandonato l’Aula per protesta contro il governo e contro il presidente Pietro Grasso mentre Sel, dopo il tentativo di mediazione del ministro Maria Elena Boschi che ha aperto a valutare possibili modifiche al testo di riforma, ha partecipato al voto sugli emendamenti.

Parlando con i giornalisti a Palau, prima di imbarcarsi su un gommone insieme ad alcuni parlamentari M5S per recarsi alla Maddalena, Grillo ha spiegato: “Non si tratta di eliminare il Senato, ma di risolvere il problema di un Parlamento di nominati, che poi nomina il Csm. E’ un paese più antidemocratico dell’età fascista. Noi studiamo, loro votano, modificano i regolamenti. E Grasso sostiene questa infamia democratica”.

Le votazioni sul ddl costituzionale riprenderanno lunedì. E intanto la Lega protesta contro il dl carceri che è stato approvato – con voto di fiducia – dall’Aula del Senato.

Sulla legge elettorale Grillo ha ribadito: “O si riforma seriamente la legge elettorale o si va subito a votare. E se gli italiani sosterranno ancora loro, diremo che loro hanno ragione e che io ho sbagliato per tutta la vita”. Il Movimento Cinque Stelle, continua Grillo, è pronto ad andare al voto anche a ottobre e con l’attuale legge elettorale”.

Poi torna ad attaccare l’accordo Renzi-Cavaliere: “Uno salva l’altro: Berlusconi pensa alle sue imprese e in cambio voterà le riforme. Basta. E basta col Parlamento di nominati che ancora pretendono l’immunità. Sono personaggi televisivi”. Infine rilancia: “Se la maggioranza degli italiani vuole Renzi, Napolitano e la triplice europea non posso fare niente, solo una rivoluzione culturale: proponiamo il Parlamento in piazza contro la farsa di Palazzo”.

All’indomani del via libera all’articolo 2 del ddl Boschi interviene anche Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, l’altro partito che insieme a M5S ha abbandonato l’Aula. “Il nostro no al nuovo Senato non è come quello di Grillo, se Renzi dovesse scendere dal trono ed accogliere qualche nostra proposta in materia economica, noi ci saremo e potremmo anche tornare a Palazzo Madama” spiega in un’intervista a la Repubblica. E aggiunge: “Quello che accade in Senato è surreale. Ci si accapiglia sulla nuova composizione dell’Assemblea e sulla legge elettorale, ma queste cose non cambiano certo la vita della gente. Il problema vero è la disoccupazione”.

E alla domanda se quella dell’Aventino sia una scelta definitiva, risponde: “A meno che Renzi non ci stupisca”. “Lo sfido – dice il segretario – ad accogliere una proposta sulla quale sarebbe d’accordo la totalità dei sindaci del Pd: basta col patto di stabilità, tolga dalla Costituzione il vincolo di bilancio per i Comuni. E rinunci a innalzare a 800mila il numero di firme necessario per chiedere i referendum abrogativi”.

Le votazioni al Senato sul ddl costituzionale sulle riforme riprenderà lunedì prossimo. Salta dunque la seduta di domenica. Il nuovo calendario deciso a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo è stato approvato dall’Aula. Durante la votazione, dai banchi di M5S è stato urlato “Vergogna, vergogna!”.

Nell’esame delle riforme si procederà presumibilmente fino all’8 agosto, con delle pause per i decreti legge da convertire. “Chiuderemo i lavori del Senato l’8 agosto” ha assicurato il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda.

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