Esteri

Ucraina nell’Ue, Putin corre ai ripari

 Minsk. Dal vertice tra Ucraina e i Paesi membri dell’Unione doganale (Russia, Kazakhstan, Bielorussia), tenutosi nella capitale della Bielorussia, si sono aperti spiragli di pace tra Petro Poroshenko e Vladimir Putin.

Quest’ultimo ha fatto sapere, in seguito, che nonostante la Russia sia aperta ad un accordo di pace con l’Ucraina userà il “pugno di ferro” nel caso l’ex stato sovietico entrerebbe a far parte nell’Unione Europea. In un primo momento, secondo le parole del presidente Poroshenko, il vertice tra i due si è svolto in un clima di serenità e accordo, anche se le linee politiche di entrambi erano dure e ferme sulla possibile risoluzione del conflitto in Ucraina.

Dal canto suo, Putin si è concentrato molto sul lato economico e commerciale con il governo di Kiev. Infatti, ha fatto sapere, tramite i suoi più stretti collaboratori, che nel caso in cui l’Ucraina firmasse l’entrata con l’Unione Europea ciòcosterebbe alla Russia un danno di oltre 2 miliardi di euro, e che quindi attuerà importanti riforme commerciali, come il ritiro del regime preferenziale all’Ucraina e di immettere quello standard, usato anche con l’Ue. Sono misure, queste, spiega il presidente Putin, atte a difendere la già colpita economia russa.

Per quanto riguarda la risoluzione del conflitto, secondo il governo di Mosca, sarebbe inopportuno intervenire con altre azioni militari, piuttosto, consigliano dal Cremlino, sarebbe il caso che l’Ucraina si aprisse a diventare uno stato federale che dia più autonomia alle sue regioni rispetto al governo centrale. Un po’ un controsenso da parte dei russi che, pur essendo una federazione di molti stati, fin dagli anni ‘90, sono in guerra contro i separatisti ceceni.

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