Esteri

Ucraina, Mosca invia aiuti. Kiev: “Senza nostro ok non entrano”

 Kiev. L’Ucraina parla di “fase decisiva dell’operazione antiterrorismo”. Mosca dispiega 45mila uomini al confine. Nell’est la battaglia intanto continua.

Le forze armate ucraine si apprestano a circondate “definitivamente” Lugansk, dopo Donetsk, una delle città chiave dei separatisti nell’Ucraina orientale. L’esercito in questo modo vorrebbe chiudere ai miliziani l’accesso alle strade che portano in Russia, da dove, secondo Kiev, i miliziani ricevono armi e aiuti. Il numero sui sfollati cresce giorno dopo giorno e molte persone sono bloccate nelle città assediate senza acqua, corrente elettrica e cibo.

Nella mattina di martedì 12 agosto un convoglio di 280 camion carichi di 2mila tonnellate di aiuti umanitari è partito dalla regione di Mosca. A bordo 400 tonnellate di grano, 100 tonnellate di zucchero, 62 di cibo per l’infanzia, 54 di medicine ed equipaggiamenti medici, 12mila sacchi a pelo e 69 generatori elettrici per aiutare gli sfollati dell’est.

L’invio di aiuti umanitari russi rimane controverso: Kiev, Stati Uniti, Nato e Unione Europea sono convinti che potrebbe trattarsi di una copertura per una invasione della parte russofona dell’Ucraina, quasi una ripetizione di quello avvenuto in primavera con la Crimea.

Lunedì, in una telefonata con il presidente ucraino Petro Poroschenko, il presidente americano Barack Obama ha ribadito che qualsiasi intervento russo in Ucraina senza il consenso di Kiev sarebbe “inaccettabile” e rappresenterebbe una violazione del diritto internazionale. Stesso monito è arrivato dal presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso.

Mosca però continua per la sua strada. Il convoglio è partito e dovrebbe arrivare in Ucraina mercoledì mattina, ma, a stando a quanto riferiscono il governo di Kiev e la Croce Rossa non avrebbe ricevuto una loro autorizzazione, quindi gli aiuti si dovranno fermare al confine e non potranno entrare in Ucraina con il personale russo, né potrà essere scortato dai soldati del Cremlino.

Una volta varcata la frontiera i mezzi della Croce Rossa porteranno i pacchi a destinazione. Una limitazione che Putin non sembra gradire e sfida Kiev. “I convogli entreranno nel territorio ucraino sotto egida della Croce Rossa Internazionale”. Lo ha ribadito il ministero degli Esteri di Mosca spiegando che la procedura da loro prevista prevede che gli aiuti saranno trasportati fino al confine ucraino con la regione di Kharkiv e quindi procederanno sotto la supervisione della Croce Rossa.

La Russia si è anche detta perplessa sulla versione fornita da Kiev, secondo la quale non ci sarebbe un accordo per sul percorso che i camion seguiranno. Per i russi l’intesa è già stata raggiunta. Questi non saranno i soli aiuti a disposizione della popolazione ucraina: anche la Commissione Ue ha stanziato 2,5 milioni di euro aggiuntivi in soccorso alle cittadini dell’est.

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