Esteri

Ucraina, 2mila morti in 4 mesi: scontro sulle sanzioni

 Kiev. Continuano i combattimenti in Ucraina dove ieri, 20 agosto, un aereo militare di Kiev è stato abbattuto nei pressi di Lugansk, bastione dei separatisti filorussi, ed oltre 40 civili sono rimasti uccisi e 30 feriti nella regione di Donetsk, altra roccaforte dei ribelli.

Ma accanto alla guerra vera, dove Mosca è accusata dal governo di Kiev e dai suoi alleati occidentali di armare e sostenere i miliziani separatisti, se ne combatte un’altra sullo sfondo delle sanzioni tra Russia e Occidente. L’ultima mossa, la chiusura “provvisoria” di quattro fast food del gigante americano McDonald’s nella capitale russa, ufficialmente per “numerose violazioni delle norme sanitarie”.

Tra i ristoranti chiusi c’è anche lo storico McDonald’s di piazza Pushkin, il primo aperto in terra russa, inaugurato il 21 gennaio 1990. E sono state avviate nuove ispezioni anche nei ristoranti della catena americana a Ekaterinburg, nella regione di Sverdlovsk.

Inoltre, Mosca starebbe valutando l’ipotesi del bando al consumo di bevande straniere in occasione degli eventi ufficiali e l’uso, da parte di funzionari pubblici, di tablet, i-phone e computer Apple. E’ stato il quotidiano filo governativo Izvestia ad anticipare la proposta per proibire il consumo di bevande straniere nelle riunioni di governo o altri enti locali, dove dovranno essere serviti solo the e caramelle, un provvedimento che potrebbe essere presentato a breve alla Duma, dove è già allo studio il divieto all’acquisto, da parte dei funzionari pubblici, di auto prodotte nei paesi stranieri che aderiscono alle sanzioni contro la Russia.

La guerra, quella vera, però si combatte sul campo. E si lascia alle spalle una lunga striscia di sangue. In quattro mesi di conflitto a est hanno già perso la vita più di duemila persone, di cui circa mille solo nelle ultime due settimane, e a pagare il prezzo più alto sono i civili. E aumenta anche il numero degli sfollati. Sono almeno 415.800 le persone che hanno lasciato le loro case in Ucraina, in seguito ai combattimenti tra forze governative e filorussi. Secondo i dati diffusi dall’Unchr, 190mila sono rimasti in Ucraina, 197.400 sono andati in Russia, 14.600 in Polonia, 13.883 in Bielorussia.

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