Esteri

Schäuble: “Su flessibilità Draghi è stato interpretato male”

 Berlino. Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schäuble, mette un freno all’apertura di Mario Draghi verso una maggiore flessibilità e sostiene che le parole del governatore della Bce dette a Jackson Hole in tal senso siano state “interpretate troppo in una direzione”.

“Conosco Draghi molto bene, credo sia stato frainteso”, ha spiegato Schäuble in un’intervista al quotidiano bavarese Passauer Neue Presse.

Per Schäuble in generale la necessità di riforme strutturali e finanze solide restano la giusta lezione della recente crisi dei debiti. “Abbiamo bisogno di riforme strutturali in Germania e in Europa per assicurare la nostra competitività”. Sono inoltre ancora da migliorare le infrastrutture pubbliche e i mercati finanziari, che devono essere resi più efficienti e competitivi. Il ministro giudica comunque positivo lo stato dell’Eurozona: “I Paesi che si sono sottoposti a piani di salvataggio hanno fatto passi avanti enormi”, ha considerato.

Schäuble si detto infastidito dalle recenti critiche alle politiche di rigore e alla Germania dell’ex ministro dell’Economia francese Arnaud Montebourg: “Questa notizia naturalmente non mi ha rallegrato”. Per il ministro si tratta comunque di questioni di politica interna di un Paese vicino. E comunque nel frattempo “sono state tratte le giuste conseguenze”, ha detto Schaeuble riferendosi al rimpasto di governo.

Riguardo all’attuale situazione economica tedesca il ministro ha affermato che a causa delle crisi internazionali in Ucraina e Medio Oriente, la congiuntura in Germania è “un po’ offuscata”. “Ci aspettiamo un aumento dei prezzi fino al 2% e fino al 3,5% di crescita nominale”, ha detto senza specificare l’anno.

Intanto, arriva un allarme dall’Fmi, il cui capo economista Olivier Blanchard sostiene che il rischio deflazione è ancora “chiaramente presente nell’area euro e in alcuni paesi è una realtà. La “lezione più importante che abbiamo imparato dalla crisi è che siamo più vicini di quanto pensassimo ad angoli bui, ovvero situazioni in cui l’economia funziona malamente. pensavamo di esserne lontani, di poterli ignorare”, afferma Blanchard, sottolineando che “per molto tempo una delle priorità della politica macroeconomica sarà quella di tornare lentamente ma in modo costante a livelli meno pericolosi di debito, allontanandosi dagli angoli bui”.

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