Esteri

Iraq a rischio colpo di Stato: cristiani in fuga dal massacro

 Baghdad. L’Iraq è sempre più nel caos. Al massacro e alla persecuzioni delle minoranze cristiane e yazidi, si aggiungono anche le tensioni istituzionali.

A Baghdad le forze di sicurezza hanno circondato la zona verde poco prima che il premier sciita al Maliki annunciasse in tv di voler denunciare il presidente Massum per violazione della Costituzione. Il rischio di un colpo di stato è molto alto. Centinaia di sostenitori del primo ministro sono scesi in piazza per chiedere che gli venga concesso un terzo mandato.

Dopo la conferma del massacro di 500 yazidi da parte dei jihadisti aumenta inoltre la pressione internazionale per un nuovo esecutivo. Mentre gli Stati Uniti richiamano parte del loro personale d’ambasciata, oggi in Iraq giunge l’inviato del Papa.Un alto funzionario del dipartimento di Stato americano ha ribadito il totale sostegno degli Stati Uniti al presidente iracheno, il curdo Fuad Masum, dopo le accuse del premier sciita Nouri al Maliki. Gli Usa, l’Onu e gli Occidentali, hanno più volte fatto trapelare il loro fastidio per Maliki, accusato di alimentare le tensioni interconfessionali, cui hanno di fatto chiesto di farsi da parte o di formare un governo inclusivo di tutte le parti, inclusi sunniti e curdi.

E secondo il numero due del Consiglio dei Rappresentanti, Haider al-Abadi, sarebbe vicino un accordo tra diversi partiti, compresi i principali che sono espressione della comunità sciita, per la nomina di un nuovo primo ministro al posto di quello uscente: potrebbe essere quindi proprio al Maliki a doversi far da parte.

Ma non la pensa così la Corte federale irachena, che propriolunedì 11 agosto ha stabilito che il partito del premier Nuri al Maliki, lo Stato del Diritto, è il vincitore delle ultime elezioni, e quindi lo stesso Maliki può ottenere nuovamente l’incarico.

Intanto, il Pentagono ha riferito che aerei militari americani hanno paracadutato nuovi carichi di viveri e di acqua per i civili perseguitati dai jihadisti nelle zone di montagna del nord dell’ Iraq. Un C-17 e tre aerei cargo C-130 hanno consegnato 88 carichi di viveri destinati a fornire “cibo e acqua per migliaia di iracheni” bloccati “sui monti Sinjar”, afferma in una nota il comando americano per il Medio Oriente, al termine della quarta azione umanitaria di questa campagna.

Secondo il Pentagono, gli Stati Uniti hanno fornito da giovedì scorso “più di 74 mila pasti e più di 56.780 litri di acqua potabile” alle popolazioni appartenenti alla minoranza Yazidi perseguitate dai jihadisti, e minacciate da fame e sete.

“Stiamo valutando insieme ai principali partner europei forme più efficaci” per fermare lo stato islamico, “non si tratta di un intervento militare ma di un sostegno, anche militare, al governo curdo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, intervenendo a Radioanch’io.

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