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Frane e alluvioni, la Campania ad elevato rischio idrogeologico

 Napoli. La bomba d’acqua che ha colpito il Trevigiano, provocando l’esondazione di un torrente, la morte di quattro persone e il ferimento di altre venti, ha riportato l’attenzione la tema del rischio idrogeologico in Italia e soprattutto in Campania.

Dopo il Veneto, infatti, la Campania è quella a più alto rischio di frane e alluvione, causate dall’azione degli agenti atmosferici. Lo dimostra la storia recente: nel 1998 l’alluvione di Sarno e Quindici causò la morte di ben 160 persone mentre nel 2010 il fiume Dragone ruppe gli argini, invadendo la stradina principale del piccolo Comune di Atrani, in costiera, travolgendo la giovane Francesca Manzi.

Ma le piogge torrenziali causano spesso allagamenti e frane in diverse parti della Campania, come afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Eduardo Cosenza: “La Campania è una regione a rischio elevato, sia nell’area del Sarno, quella di Gragnano, Lettera e della Costiera Amalfitana, dove il Vesuvio ha rilasciato materiale chiroplastico, come le ceneri, che scivola in caso di piogge torrenziali”.

Quali le soluzioni? “Per i fiumi – spiega Cosenza – ci sono vasche di espansione, opere abbastanza semplici e che rappresentano l’unica possibilità di metterli in sicurezza e rallentare la forza dei corsi d’acqua, come il Sarno. Da circa un anno abbiamo realizzato un bando per finanziare i piani d’emergenza dei comuni campani, e abbiamo, tra l’altro, finanziato con fondi europei i presidi territoriali”.

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