Mondragone - Carinola - Falciano del Massico

Disordini Pescopagano, opposizione chiede convocazione del Consiglio

 Mondragone. I consiglieri comunali Luigi Beatrice, Michele Conte, Carmine Del Prete, Fabio Gallo, Luigi Mascolo, Agostino Napolitano, Alessandro Pagliaro e Giuseppe Piazza hanno chiesto la convocazione di una seduta del Consiglio comunale sulla questione Pescopagano.

Dal 13 luglio scorso in poi – spiegano i consiglieri – la località di Pescopagano del Comune di Mondragone è stata sconvolta da gravissimi atti di violenza e vandalismo (sparatoria in luogo pubblico alla quale sono seguiti atti di grave rivolta da parte di cittadini stranieri protagonisti di aver dato alle fiamme edifici privati, esercizi commerciali private e autovetture) che hanno creato condizioni di grave pericolo per la pubblica incolumità e per l’ordine pubblico in generale. Le opposizioni consiliari hanno da sempre avuto a cuore e posto al centro della propria azione politica la volontà di contribuire almeno (dato il ruolo di opposizione) alla realizzazione di una piattaforma programmatica da cui partire per risolvere gli annosi problemi da cui Pescopagano è notoriamente afflitta”.

I consiglieri ricordano come il 9 dicembre scorso rivolgevano al sindaco Giovanni Schiappa e agli assessori Benedetto Zoccola, Anna Barbato e Valerio Bertolino “un’articolata interrogazione che si sostanziava in 10 domande volte a denunciare l’assenza (per quanto riguarda i servizi pubblici, l’integrazione degli stranieri, l’ordine pubblico e le realtà urbanistiche in genere) di una politica programmatica pur minima sulla questione Pescopagano”.

E ancora, ricordano che nella seduta consiliare del 22 gennaio scorso “le risposte date dagli assessori e dal sindaco alle interrogazioni delle opposizioni apparivano oggettivamente evasive, inconsistenti indicative di approssimazione e di reale disinteresse sul tema Pescopagano”.

“Allo stato – sostengono i consiglieri – la maggioranza consiliare appare lontana dall’affrontare il problema. La sollecitata iniziativa del Ministero degli Interni appare davvero funzionale e per nulla risolutiva del problema, rappresentando se mai la solita operazione di facciata che da qui a un mese non lascerà alcun segno tangibile sul territorio”.

Da qui la richiesta di un Consiglio che possa “far condividere e avanzare proposte sui temi indifferibili dell’ordine pubblico e della sicurezza cittadina, dell’integrazione sociale, dell’assicurazione di servizi primari indispensabili, sul tema igienico sanitario”.

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