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L’entusiamo di Vidic: “Voglio la Champions con l’Inter”

 A dispetto delle difficoltà che trovano i tifosi dell’Inter nel pronunciare il suo nome, Nemanja Vidic sembra davvero trovare facilità nell’inserirsi al centro della difesa della beneamata.

Sono solo le prime settimane di allenamento con il suo nuovo team, ma il centrale ex Manchester United ha davvero impressionato nella sfida contro il Real Madrid nell’ambito della Guinness International Champions Cup. Una prova davvero di carattere e personalità che, in prospettiva, potrebbe rapprasentare il primo passo verso la solidità difensiva.

“Per me è tutto nuovo, ma sono stato accolto bene e la presenza in rosa di alcuni slavi sta aiutando il mio inserimento – dice a la ‘Gazzetta dello Sport’ – La differenza rispetto all’Inghilterra? Qui c’è maggiore cura per i dettagli, per la tattica, là forse c’era più intensità, più esercizi sulla velocità”. In merito alla difesa a tre, Vidic prende tempo: “Magari dopo sarà più facile, ma bisogna adattarsi”.

Questa sera il centrale sfida il suo passato; subito il Manchester United. “Anche se è un’amichevole e non ci sarà troppa pressione, mi farà una strana impressione giocare contro il mio passato. Lì sono cresciuto sotto ogni aspetto. Il Manchester United è diventato uno dei club più famosi al mondo facendo crescere per gradi ogni settore della società”.

A Milano potrebbe arrivare anche Javier Hernandez: “Chicharito ha fatto grandi cose e gol decisivi, soprattutto con Ferguson. E’ molto forte, una classica prima punta con il fiuto per la rete. Ma Ausilio sa fin troppo bene cosa fare sul mercato”. Vidic troppo vecchio per i nerazzurri dati i 32 anni? “Questo lo dirà soltanto il campo. Cerco di prepararmi al meglio, poi giudicherete”. L’incontro con Erick Thohir? “E’ stato veloce, ma mi piacciono molto la sua energia e il fatto che voglia dare gradualmente basi solide al progetto”.

Un pensiero alla squadra del Triplete: “L’Inter nel 2010 non ha vinto tutto solo grazie agli argentini ma grazie a un grande gruppo. Detto questo, ognuno di noi deve prendersi le giuste responsabilità a prescindere dal momento storico del club. Anche se sappiamo che non è facile perché siamo in una fase di transizione”.

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