Gricignano

Traffico illecito di rifiuti, arrestato imprenditore

 Gricignano. La Guardia di Finanza di Caserta ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Massimiliano Zito, per il reato di traffico illecito organizzato di rifiuti e gestione di rifiuti non autorizzata.

L’attività investigativa, coordinata dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice, ha permesso di mettere in evidenza come l’indagatosia un trafficante seriale di rifiuti di plastica. Zito, titolare di due società operanti nel settore dei rifiuti, ha esercitato una vera e propria attività di gestione illecita di rifiuti, in assenza della prescritta autorizzazione. Inoltre, l’attività investigativa svolta dai finanzieri ha consentito di accertare che lo stesso, attraverso tale attività di gestione illecita, ha omesso anche il pagamento del tributo speciale sui rifiuti, la cosiddetta “ecotassa”, quantificata per un importo complessivo di 12mila euro.

Già nell’ottobre 2012, nell’ambito della stessa indagine, che ha poi portato alla denuncia di 60 persone, era stata sottoposta a sequestro una vasta area nella zona industriale di Gricignano, utilizzata come discarica abusiva da Zito, sulla quale erano state rinvenute oltre 200 tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi, provenienti da imprese del nord Italia con la denuncia di quattro soggetti originari del napoletano.

Il 18 marzo scorso, i militari del nucleo di polizia tributaria, motivati dal sospetto che l’indagato avesse continuato a perpetrare le attività illecite pur non essendo in possesso delle previste autorizzazioni per il recupero e per il riciclaggio di materiale plastico, si erano recati presso la sede operativa di una società beneventana, dove rinvenivano un notevole quantitativo di rifiuti (materiale plastico grezzo, lavorato e semilavorato) depositati all’interno del sito e sull’area circostante.

In quell’occasione, pertanto, avevano proceduto al sequestro di un’ulteriore area di circa 10mila metri quadrati, a San Salvatore Telesino (Benevento), 1600 quintali di rifiuti (materiale plastico grezzo, lavorato e semilavorato) sulla stessa depositati, nonché di un capannone di circa 2000 metri quadrati, contente anch’esso rifiuti plastici, tutti riconducibili ad una società, gestita dal citato indagato, pur non essendo in possesso delle previste autorizzazioni per il recupero e per il riciclaggio di materiale plastico.

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