Gricignano

Festival dell’Impegno Civile, tappa nel bene confiscato di Via Marconi

 Gricignano. Il “Festival dell’Impegno Civile – Le Terre di Don Diana” ha fatto tappa a Gricignano, nell’immobile confiscato alla camorra, in via Marconi, oggi sede dei servizi sociali del Comune.

Un dibattito “sulle storie d’impegno civile per il bene comune”, raccontate da esponenti di associazioni locali, da Valerio Taglione, coordinatore del “Comitato Don Peppe Diana”, Michele Docimo, referente del presidio “Libera” di Aversa, Giuliano Ciano, della fattoria sociale “Fuori di Zucca”. A moderare il giornalista Vincenzo Viglione. Presenti il sindaco Andrea Moretti, il vicesindaco Andrea Aquilante, l’assessore Enrico Della Gatta, Francesco Paolo Barbato dell’associazione “Arcadia” e altri esponenti di forze politiche e sociali del territorio.

La serata è proseguita con un aperitivo e la degustazione di dolci offerti dal “Comitato Donne” di Gricignano; a seguire la proiezione del film “La mafia uccide solo d’estate”.

Il Festival dell’Impegno Civile, promosso da Libera e Comitato Don Diana, è un’iniziativa di valore culturale e sociale che giunge quest’anno alla sua settima edizione. Da anni, sulla scorta degli insegnamenti e del messaggio di don Giuseppe Diana, il sacerdote di Casal di Principe ucciso dalla camorra nel 1994, i due sodalizi operano per contrastare il potere della criminalità organizzata riscoprendo la bellezza e la ricchezza, le possibilità di uno sviluppo sostenibile e inclusivo del territorio casertano.

Quest’edizione del Festival si inserisce nell’ambito delle manifestazioni promosse per il ventennale dell’uccisione di Don Diana, all’interno dell’ideazione e della programmazione della più complessiva iniziativa “Venti di cambiamenti 1994-2014”.

La peculiarità del festival è quella di essere interamente realizzato all’interno dei beni confiscati alla criminalità organizzata, prevalentemente in Campania e, laddove possibile e richiesto, da quest’anno anche in altri territori nazionali.

L’obiettivo è contribuire alla valorizzazione dei beni un tempo appartenuti alla criminalità organizzata che poi, una volta sequestrati e confiscati, devono essere restituiti al patrimonio comune, alla collettività, ai territori, ai singoli cittadini.

VIDEO (in fase di elaborazione)

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