Esteri

Israele: “Tregua lontana”. Allarme a Tel Aviv

 Tel Aviv. La fine delle ostilità nella Striscia di Gaza non è imminente e comunque, se anche vi fosse, rimarrebbero nel mirino le gallerie che passano sotto il confine, utilizzate dai miliziani palestinesi per i loro attacchi contro Israele.

Questo quanto puntualizzato a nome del governo dal ministro per la Scienza dello Stato ebraico, Yaakov Peri, smentendo indirettamente l’ipotesi formulata dai mediatori egiziani, secondo cui l’occasione potrebbe invece essere offerta dalla ricorrenza islamica di Eid al-Fitr, che segna la fine del mese sacro del Ramadan e che quest’anno cadrà il 28 luglio.

Intanto, prosegue l’offensiva israeliana. Le ultime vittime, in ordine di tempo, sono i 6 componenti di una famiglia, compresi una bambina di 5 anni e il fratellino di 3. Sono morti a seguito di un ennesimo bombardamento aereo israeliano sulla Striscia di Gaza.

E le sirene che avvertono del lancio di razzi da parte di Hamas sono tornate a suonare nel cuore di Israele, a Tel Aviv. Alcuni razzi erano diretti alla scalo internazionale Ben Gurion.

Si aggrava così il bilancio delle vittime. Il totale dei morti accertati nel piccolo territorio della Striscia di Gaza dall’inizio del conflitto ha ormai superato le 730 unità, più dell’80 per cento delle quali erano semplici civili. I feriti ammontano come minimo a 4.700, mentre per le Nazioni Unite gli sfollati sono oltre 110mila, le vittime israeliane sono 35.

E tensioni si avvertono anche sul fronte diplomatico, con Netanyahu che definisce ‘una parodia’ la proposta Onu di una commissione d’inchiesta sugli eventuali crimini compiuti da Israele a Gaza.

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