Esteri

Israele respinge la tregua: migliaia in fuga dai raid

 Gaza. Le forze israeliane continuano a colpire bersagli lungo la Striscia di Gaza nonostante le pressioni internazionali per mettere fine a 15 giorni di conflitto.

Lo Stato ebraico ha infatti respinto la richiesta dell’inviato dell’Onu in Medio Oriente, Robert Serry, di una tregua umanitaria. Nelle stesse ore arriva la denuncia dell’Onu: nel territorio non esiste alcun luogo sicuro per i civili. Intanto, colonne di fumo nero continuano ad alzarsi nel cielo sopra Gaza, mentre Hamas e i suoi alleati non smettono di sparare razzi attraverso il confine nella zona centrale e meridionale di Israele, spiega l’esercito.

“Smettete di combattere e cominciate a parlare”: è la secca esortazione rivolta dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, a israeliani e palestinesi, nella conferenza stampa a Tel Aviv con il premier dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu. “Il mio messaggio è lo stesso per israeliani e palestinesi: smettete di combattere e cominciate a parlare. Trattate alla radice le cause del conflitto per evitare di ritrovarci nella stessa situazione tra sei mesi o un anno”, ha affermato il numero uno del Palazzo di Vetro.

Intanto, nella Striscia, abitata secondo le stime da 4.500 persone per chilometro quadrato, le vittime sono finora oltre 500, ha spiegato Laerke, portavoce dell’Ufficio per l’assistenza umanitaria delle Nazioni Unite (Ocha), aggiungendo che la priorità per le agenzie umanitarie è quella di proteggere i civili ed evacuare e curare i feriti.

Tra le vittime palestinesi 121 sono bambini e ragazzi sotto i 18 anni, pari a circa un terzo dei civili morti, dice Juliette Touma dell’Unicef. Secondo l’organizzazione, inoltre, i bambini palestinesi feriti superano i 900. Oltre 1,2 milioni di persone nella Striscia non hanno accesso all’acqua o hanno un accesso limitato, ha detto Laerke. Le vittime tra gli israeliani sono intanto salite a 29, 27 dei quali soldati.

Dall’inizio dell’operazione terrestre a Gaza, l’esercito israeliano ha detto di aver colpito 1.388 obiettivi e di aver ucciso 183 “terroristi”. Nel corso dell’operazione son stati scoperti – secondo il portavoce militare – 66 imbocchi di tunnel nascosti, di cui 23 “costruiti per lanciare attacchi terroristici su Israele”.

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