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Borrino e il suo ‘Francischiello’ all’Ex-Libris

 Capua. Il personaggio di Francesco II di Borbone rivivrà per una sera al Palazzo Lanza di Capua grazie allo spettacolo ‘Francischiello – Un Amleto re di Napoli’, che verrà portato in scena giovedì 17 luglio alle ore 21 da Carmine Borrino con le musiche di Lino Cannavacciuolo.

Il terzo appuntamento della rassegna ‘Le parole parlate’ – organizzata dal Teatro Civico 14 con la collaborazione delle associazioni Ex Libris e Ortensia T. per la direzione artistica di Roberto Azzurro – è particolarmente atteso a Capua dopo i successi riscontrati dai primi due eventi: ‘Autodafé’ di e con Roberto Azzurro in scena con Gea Martire e ‘Medithéà’ con Francesca Rondinella e Giosi Cincotti.

‘Francischiello’ – una produzione Crasc-teatrodiricerca e ArtgarageTeatro – è tratto da uno studio shakespeariano che parte dalla ricerca sulla figura di Francesco II e approda alla sovrapposizione “spettrale” con Amleto, il giovane principe di Danimarca. I rapporti drammaturgici dell’Amleto di Shakespeare che si fanno pre-testo per raccontare, combaciando alla perfezione, con ciò che accadeva alla corte di Napoli nell’estate del 1860.

L’assoluta fede cristiana di Francesco II, che lo rende sicuramente gran conoscitore di S. Agostino, tra i primi cristiani a parlare di essere e non essere; il tradimento subìto da un “cousin” ( cugino); l’esitante azione – reazione al tradimento e alla vendetta; il rapporto giovane-re col padre defunto ricordato e riconosciuto come gradissimo sovrano; l’ambiguo rapporto d’amore e devozione tra Francesco II e Maria Sofia, come Amleto e la giovane Ofelia; l’attesa del condottiero generale Garibaldi, come l’attesa del giovane Fortebraccio: il suo arrivo, la sua delusione, i morti, la morte e la calunnia, la deposizione illegittima di un re, l’inganno; la finta follia del giovane principe di Danimarca come la probabile finta “scemità” dell’ultimo sovrano di Napoli. Un’intuizione, quella di Carmine Borrino, che si fa studio, una ricerca che sperimenta l’efficacia, l’efficacia che si con-forma, la forma che diventa performance.

E chissà che l’ombra del generale dell’esercito borbonico Ferdinanzo Lanza, uno dei luogotenenti di re Francesco II e antenato dei proprietari dello storico Palazzo di Capua, non faccia capolino tra i suggestivi cortili durante lo spettacolo. Richiamato dalla magia del teatro, dalla storia, dalla malìa che solo l’arte può scatenare.

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